Carlo G. Gabardini – To be gay is beautiful
5 Settembre 2016
Hussein Bazaza
6 Settembre 2016

trench_1

Capo forte, indipendente, a tratti aggressivo e che  sicuramente denota molta personalità.

Nasce come indumento maschile e la sua storia è strettamente legata all’industriale tessile Thomas Burberry, che cominciò a produrre nella seconda metà dell’ ‘800 un tessuto molto compatto e sottile, la Gabardine, con la quale vennero industrializzati i primi capi.
Il trench doveva essere resistente , da battaglia, e non per modo di dire. Venne inaugurato infatti dagli ufficiali inglesi nel corso della Prima Guerra Mondiale che lo portarono perfino nelle trincee – in inglese, appunto, trench-.
Finito il conflitto entrò poco a poco nelle case borghesi e divenne oggetto di moda slegandosi dal classico colore khaki con bottoni neri o tartaruga.
Nel nostro moderno immaginario è strettamente legato a una donna enigmatica e sensuale, bionda: Marlene Dietrich.  Lo indossava come un’armatura dall’alto potenziale erotico, le conferiva un aspetto severo, composto, elegante. Da lei in poi molte – e molti – star del cinema hanno contribuito al successo mondiale del capo: da Catherine Deneuve ad Audrey Hepburn fino ad arrivare a Meryl Streep -Kramer contro Kramer, 1979- dove indossava con estrema disinvoltura un ormai logorato trench camminando nel grigio di Central Park a New York.
trench_2
Marlene Dietrich, Audrey Hepburn, Meryl Streep
Nell’universo maschile è stato portato in auge da grandi attori d’oltreoceano come Peter Falk, lo storico tenente Colombo, Peter Sellers, l’ispettore della Pantera Rosa e l’estremamente affascinante George Peppard in Colazione da Tiffany.
trench_7
Peter Falk, George Peppard
Dagli Anni Sessanta in poi entra nelle maison di moda e nelle internazionali passerelle di prete a portè evolvendosi in infinite varianti di materiale e colore  e sarà – e lo è ancora oggi  il capo icona di Burberry e Aquascutum.
trench_3
Negli Anni Settanta Yves Saint Laurent e Walter Albini lo traghetteranno verso un mondo con più tendenza e meno tradizionalismo, il primo dalla collezione Safari del 1970 ai primi Anni 90 continuerà a proporlo modificandone volumi e tessuti, il secondo presenta a Pitti in occasione della fall winter 70-71 i Cameo Trench, che prendono il nome dai cameo che le modelle avevano al collo. Compare proprio con lui la formula unimax: università di taglio e colore per uomo e donna, caratterizzata, appunto, da maxi trench che tendono ad anticipare le forme Anni Ottanta. Le caratteristiche principali resteranno le medesime dei primi Novecento: allacciatura a doppio petto, sottogola, cintura e falda triangolare sovrapposta all’allacciatura.
trench_4
Walter albini – Cameo – 1971, Sketch Saint Laurent – 1970
Dagli Anni Novanta in poi  con la nascita del fast fashion e della grossa distribuzione giunge definitivamente nelle case di tutti e diventa quasi un elemento indispensabile di ogni guardaroba.
E’ un capo polivalente e prestando attenzione si può adattare a qualsiasi tipologia di fisico; se non si è particolarmente alti meglio optare per una lunghezza al ginocchio – che già di certo non slancia – e non alla caviglia, inoltre, se si è filiformi bene tenerlo  stretto in vita in modo tale che allarghi le spalle e il petto, altrimenti lo si lasci slacciato allacciando sulla schiena la cintura – tanto serve a difendersi dalla pioggia non dal freddo –.
Tenendo presente che va messo sempre e solo in autunno e in inverno in giornate prive di sole – altrimenti stona, e non poco – può risolvere con un jeans un outfit da giorno e con un tubino per lei o un blazer per lui una situazione cocktail-sera. Può arrivare ad essere adatto perfino a red carpet ed eventi mondani importanti, si veda Bianca Balti che con un trench Jean Paul Gaultier si è presentata all’ evento d’apertura della settantatreesima edizione del Festival del cinema di Venezia, stupenda e contemporanea.
trench_5
Bianca Balti
Se è vero come scrive Oscar Wilde che nella vita o si è un’ opera d’ arte o la si indossa per fare in modo di indossarla, in questo caso, che il trench sia sempre abbondantemente usato, sporco, logorato e che abbia un aspetto vissuto. E’ un capo con un bagaglio storico importante e quando lo si indossa deve trasmettere questo, deve rievocare epoche lontane, forse sofferte.
Per l’autunno ormai alle porte il trench è nuovamente protagonista, preferibilmente over e destrutturato, rigorosamente di pelle e in più varianti colore, dall’immagine concettuale di Celine e Acne studio a Tommy Hilfiger.
Insomma, la scelta è infinita e il capo intramontabile, non esistono scuse per non averlo.
trench_6