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copertina

Elegante, prezioso, affascinante

Si trova in tutto il mondo e può avere colorazioni differenti, dal classico rosso del Mediterraneo, al rosa di Sciacca, al bianco del Giappone.

Amato dagli stilisti e dai grandi gioiellieri, da sempre, rappresenta uno degli elementi in assoluto più utilizzati in gioielleria e non solo. Diventa ornamento per scarpe, borse e abbigliamento.

Nelle culture pagane portava fortuna, in quelle di natura cristiana rappresentava il Sangue di Cristo e nella mitologia greca era stato il sangue della gorgone Medusa, decapitata da Perseo, che cadendo nei mari ne aveva pietrificato le alghe, donandole una colorazione rossastra.

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Possiede molto carattere, dona regalità all’immagine. Può essere lavorato o lasciato grezzo ma comunque regalerà un profondo senso di calore.

Si utilizza per gioielli di qualsiasi natura – il più grosso centro di lavorazione a resistere è Torre del Grego – e ornamenti di svariato valore.

Fra i popoli orientali viene da sempre adoperato come ornamento per cerimonie e riti, in occidente se fino ai primi del 900’ rappresentava un gioiello elitario per qualche eletto, con la nascita del pret à portè comincia a comparire come accessorio o parte integrante dell’abito nei defilè di tutto il mondo.

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Nel nuovo millennio è tornato con forza e efficacia nelle passerelle internazionali.

Alexander Mcqueen, con già Sarah Burton alla direzione creativa, in occasione delle sfilate haute couture di Parigi, nella primavera del 2012, ha presentato una collezione con a tema l’oceano e ha proposto due abiti, bianco e rosso, coperti interamente di coralli  che sembrano uscire dal tessuto e si ramificano su tutto il corpo. I capi sono stati esposti quest’anno da maggio a settembre al Metropolitan Museum di New York.

Insomma, si interseca a tuttotondo l’immagine moda contemporanea.

Elementi in corallo sono adatti sia per il giorno che per la sera, è difficile sbagliare, in sé non ostenta e non rischia di essere volgare. Rappresenta una validissima alternativa di stile a pietre preziose e oro. Utilizzato molto di più dalle donne over quaranta e non amatissimo dalle giovanissime, forse perché nell’ immaginario odierno rappresenta un oggetto di decoro borghese lontano da ciò che potrebbe rientrare nello streetstyle.

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Sbagliato invece, si può sdrammatizzare benissimo, non è necessario indossarlo con merletti e pizzetti. Rende moltissimo anche con jeans e t-shirt, anzi: è una scelta di notevole personalità. Ricordiamo anche che non deve essere necessariamente rosso, come solitamente viene proposto, può essere bianco, rosa, blu. Più versatile, meno impegnativo, meno visibile, più fresco.

Solitamente viene montato su oro, ma nella gioielleria etnica acquista grande fascino anche sull’argento antichizzato, mixato con pietre dure quali turchesi, corniole e così via.

Anche per l’uomo può essere interessante. Sia più discreto, meno accattivante. Senz’altro rappresenterà un’alternativa di buongusto all’oro giallo.

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Se ne faccia uso perché di elementi estetici oggettivamente belli e raggiungibili ce ne sono pochi, con moderazione però, ricordiamoci che l’estrazione del corallo causa la distruzione dei fondali oceanici. Nessuno pretende la rinuncia, ma un utilizzo intelligente è di dovere.

Ciò che è affascinante, lo è  perché straordinario, non ordinario. Sia dia valore al corallo e lo si indossi con cura e magari in sostituzione di appariscenti diamanti molto spesso fuori luogo.

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Portare del corallo è come indossare l’oceano. Ciò che rispecchia la natura è sempre, certamente, elegante.