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Il cammeo – o cameo – é un antichissimo gioiello dalla storia affascinate.

Viene realizzato incidendo: conchiglie della famiglia delle Cassis, pietre dure -come onice, agata e corniola- altri materiali di origine naturale quali osso, lava e corallo. Preferibilmente con strati di colorazione differente, affinchè il bassorilievo del gioiello sia cromaticamente staccato dallo sfondo.

I primi rinvenuti, dalle Tombe di Crimea – fra Russia e Ucraina – risalgono a circa il 300 A.C; da li la sua storia si sposterá prima in Grecia, poi nella nostra penisola, giungendo poi in Austria, in epoca vittoriana in Inghilterra e da fine 800′ un accessorio di uso mondiale.

cammeo_2Conchiglie della famiglia delle Cassis

Inizialmente fu concepito come ornamento narrante: rappresentava episodi bellici, personaggi epici, figure mitologiche, divinitá pagane -in seguito simbologie cristiane- putti, amorini, elementi naturali e scene ricreative. In ultimo ritratti.
Uno dei piú antichi in ottimo stato di conservazione, attualmente custodito a Vienna, é la Gemma Augustea, probabilmente risalente al 12 D.C. Viene rappresentato l’imperatore Augusto fra Nettuno (sx) e l’Italia (dx). In oro e onice, é uno dei camei piú preziosi al mondo.

cammeo_3Gemma Augustea

Dai Romani in poi sará proprio l’Italia a mantenere il primato artistico e artigianale della lavorazione dei cammei che, nel Rinascimento, giungeranno al massimo della raffinatezza e della ricerca.
Un esempio fra tutti la stupefacente Collezione Medicea del Museo Archeologico di Firenze.

cammeo_4Collezione Medicea, Museo Archeologico di Firenze

Dal 1800 saranno accessori di uso comune, giungendo nelle case della borghesia. Incastonati in spille, anelli, orecchini, bracciali e collane saranno un simbolo di eleganza e appartenenza sociale.

Con l’inizio del 900′ e l’esplodere dell’Industria viene persa la tradizionale incisione in conchiglia – che ad oggi sopravvive solo a Torre del Greco (NA) – per far spazio al mercato delle pietre dure e di materiali meno nobili quali resine e plastiche.

Fino a non molto tempo fa non era certamente considerato un accessorio di tendenza o dal particolare carattere glamour; visto solo sulle nonne le giovanissime risultavano piuttosto diffidenti.
Negli scorsi cinquant’anni non si é riusciti ad affermarlo con grinta: prima del 2000 non si é data particolare attenzione alla piccola opera d’arte e venivano prodotti pochi pezzi dalle Maison, molto costosi e solitamente ad personam.

cammeo_5Yves Saint Laurent 1979, Versace 1989

É grazie forse a una donna che effettivamente ha amore ed estrema capacitá per la riscoperta dell’antico in letture estremamamente contemporanee: Miuccia Prada.
É infatti MiuMiu nel 2012 a proporli con forza e stile; ingigantiti e dalla forma piú stondata rispetto ai tradizionali, da portare con lunghi nastri. Dagli colori accesi riletti quasi in chiave pop.
Lo stesso anno celebri quelli di Lanvin, in onice su fondo bianco -resi noti da Rihanna e Bottega Veneta, piú casual, in metallo con lunghe catene.

cammeo_6Miu Miu, 2013

cammeo_7Bottega Veneta, Rihanna for Lanvin

Stilisticamente ha ancora molto senso il cameo fra i nostri bijoux, e tornerá con decisione.
Alessandro Michele, ormai non da poco alla guida creativa di Gucci, ha traghettato l’immagine estetica, non solo della sua maison, alla riscoperta del romanticismo onirico, sognatore, goethiano.
Fra pizzi, merletti, velluti, e ricami é forte un richiamo poetico al passato:potenziale estetico incredibile con l’accessorio in questione.

Non é in effetti un elemento di difficile collocazione come si potrebbe pensare, anzi, risulta versatile mantenendo un aspetto sempre staticamente elegante.
Anche nei casi di utilizzo più estremo, come Katy Perry nel 2014 che si propone con un total look abito e maxi collare interamente di camei differenti, regge simpatia e personalitá.

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Se il cameo é ereditato o vintage evitare situazioni troppo casual, non tanto per motivi estetici, quanto per quello che rappresenta in sé: quando si indossa qualcosa di storico é buon uso averne cura, portarne rispetto.

Non é un regola di stile, é una regola di bon ton.

Se il cameo è tradizionale meglio adattarlo a un contesto cocktail-sera, evitando di esasperare l’outfit.
Per occasioni tranquille stupendo a chiusura di una camicia bianca o tinta unita – se non si é particolarmente estrose ed esperte evitarlo con fantasie – con jeans o come spilla sul rever di un blazer. Nel caso delle giacche, sotto i cinquant’anni, abbinare tagli fit, di colore scuro, tessuti freschi come il denim. No tartan, madras e fantasie di origine anglosassone. Altrimenti “l’effetto nonna” si rischia di ottenerlo davvero.
La sera stupendo con abiti semplici, meglio neutri, indossato al collo o al petto.

Interessanti per le giovanissime l’utilizzo delle versioni piú contemporanee come ornamento su capi inaspettati: berretti, cappellini da basket, cerchietti, pochette, biker di pelle e bomber jeans.

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Resta ancora da sperimentare, largo all’immaginazione!

Il cameo rappresenta, insieme alle perle e al collier classico a maglia d’oro giallo, la tradizione della nostra grandiosa gioielleria.
Come tutto ciò che possiede un importante bagaglio culturale, possiede eleganza, quindi stile.
Accessorio irrinunciabile.

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