Tute e coordinati, una nuova seconda pelle

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Ritenuto da sempre l’indumento meno cool dai fashion addicted, oggi è ufficialmente il capo più indossato da tutti noi. Il lockdown di questo periodo, che ci ha costretti tutti a casa causa del Covid-19, ha portato alla ribalta uno dei capi che tutti noi abbiamo da sempre nei nostri armadi, ma che tante volte evitiamo di indossare nel quotidiano e ci riduciamo a sfruttarlo per muoverci all’interno delle quattro mura domestiche o per quelle occasioni che richiedono un outfit inormale.

La tuta, da quella puramente ginnica a quella casalinga, è stata in questi mesi alienanti l’indumento più utilizzato in assoluto. Mixata con felpe e t-shirt o abbinandola in coordinati super cool stile Kardashian è finalmente protagonista dei nostri look giornalieri, come una sorta di divisa che segna le lunghe giornate in casa e dove la parola d’ordine è comodità. Brand come Nike, Puma e Champion l’hanno resa il capo fulcro delle loro collezioni negli anni, dando vita a un trend seguito a ruota anche dalle maison più celebri. Durante il lockdown si è scatenata una vera impennata di richieste sugli shopping online, e tutte le piattaforme ed e-commerce propongono la loro versione di tuta. Il coordinato top, shorts e cardigan o dressing gown è quello più amato, perché è la scelta più comoda che crea un look completo con pochi sforzi. Vestite e di tendenza anche in casa. Ma il coordinato non è sempre stato così trendy. Fino a qualche anno fa indossarlo faceva un po’ troppo demodé, forse perché non così aderente e fasciante come oggi.

La scelta del tessuto è l’elemento fondamentale: deve essere comfort e traspirante e di solito la soluzione è il jersey. Non a caso questo tessuto nacque proprio dall’esigenza di sentirsi comode a a partire dall’intimo, ma inizialmente venne denigrato dalle grandi maison perché ritenuto un tessuto povero. Fu Coco Chanel a intravederne il vero potenziale: erano gli inizi del Novecento, e la stilista francese fu la prima a portarlo nell’alta moda, creandone dei completi di morbide longuette e magliette a manica lunga che fecero impazzire le donne dell’epoca, liberandole dalla costrizione di abiti rigidi e scomodi. Prima del lockdown indossare coordinati e tute a lavoro, o nel quotidiano, denominava poco gusto nella scelta di look per le diverse occasioni d’uso, oggi invece non se ne può più fare a meno e allora siamo pronti a farci ispirare, prendendo spunto specialmente dai trend che arrivano oltreoceano. Difficile pensare a una Fase 3 senza la nostra amata tuta indosso.