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FASHION NEWS

I dati parlano chiaro. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare e negli oceani. A questi si aggiungono 650.000 tonnellate di reti da pesca scartate che restano a oggi ancorate sui fondali marini. Un’emergenza che richiede un impegno globale e nuove abitudini di consumo.

Per quanto il sogno di un fashion system sostenibile sia ancora lontano, il diktat dell’industria della moda, tra le più inquinanti al mondo, è oggi proprio quello del cambiamento verso la sostenibilità. In Europa, a dare il buon esempio ormai dal 2009, è l’azienda spagnola ECOALF, fondata dall’imprenditore Javier Goyeneche con l’intento preciso di creare capi d’abbigliamento usando materiali riciclati, in particolare rifiuti recuperati dai fondali marini, bottiglie di plastica e reti da pesca.

Nel 2015 la fondazione ECOALF ha sviluppato il progetto“Upcycling the Oceans”, finalizzato alla raccolta dei detriti dal mare grazie al supporto dei pescatori. L’intento, è quello di trasformare i rifiuti in filati 100% riciclati e di altissima qualità, da cui realizzare le proprie collezioni. Il programma, che ruota attorno alle coste della Spagna e della Thailandia, riguarda 37 porti e coinvolge 3000 pescatori, con un recupero di 150 tonnellate l’anno. Fiore all’occhiello del brand sono le sneaker “Ocean Waste”, che alla tomaia in materiale riciclato e recuperato dai fondali, abbinano una suola in alga. Dalla plastica raccolta sulle coste spagnole, arriva anche il poliestere 100% riciclato usato da Woolrich per la collezione “sustainable fashion” creata con Jeff Griffin, fondatore dell’omonimo studio di design.

Il progetto è stato realizzato grazie alla partnership con Ecoantex e Seaqual: la prima vede il recupero degli scarti post industriali della filiera tessile, mentre la seconda è impegnata contro l’inquinamento della plastica in mare e si avvale del sostegno di 1.500 pescatori per la raccolta dei rifiuti. In Italia il tema è più caldo che mai e si sono moltiplicate, negli ultimi mesi, le iniziative legate alla salvaguardia del mare. Tra queste le “Ocean Night”, eventi gratuiti e totalmente plastic free programmati nelle più importanti città del nostro Paese e organizzati da One Ocean Foundation in collaborazione con l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO per sensibilizzare i cittadini, in particolare i giovani, sui temi legati alla tutela degli oceani e dell’ambiente.

Tra le eccellenze italiane impegnate nella protezione dei mari c’è Acquafil, azienda trentina che produce il filato ECONYL® a partire dai rifiuti plastici rigenerabili abbandonati in mare (e non solo) e che vanta collaborazioni con i brand più importanti del sistema moda. Tra questi Prada che tramite il progetto Re-Nylon ha come obiettivo ultimo quello di sostituire tutto il filo di nylon utilizzato nei capi e negli accessori con il filo rigenerato ECONYL® entro la fine del 2021.

Rigorosamente made in tuscany è l’azienda Verdura Shoes, che ha fatto della sostenibilità la propria missione tramite l’uso di materiali riciclati, secondo i principi dell’economia circolare. Distintivo del brand è l’uso di reti da pesca di nylon a scartamento ridotto, vietate dall’Unione Europea perché fonte di pericolo per molte specie marine, che vengono recuperate direttamente nei porti grazie al coinvolgimento dei pescatori. Le calzature in rete vengono tinte con pigmenti naturali e, una volta usurate, ritirate dall’azienda e riciclate per creare skateboard e tavole da surf. Stessa filosofia è quella di eXKite, linea di abbigliamento tecnico nata dalla mente dell’ex pro kiter Renzo Mancini, in collaborazione con la stilista norvegese Eirinn Skrede. Le giacche sono prodotte artigianalmente in Italia riciclando le vecchie vele dei kitesurf e sono tutti pezzi unici “con una storia da raccontare” perché ogni capo è identificabile grazie a un’etichetta posta al suo interno, che indica dove e con chi ha volato. Un modo di riciclare oggetti e rinnovare emozioni, per un ecosistema più pulito e una vita migliore.