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Erano gli anni Novanta quando Dockers lanciò la campagna Casual Friday in cui sdoganò il chinos per l’ufficio. E dall’eterno scontro suit vs casualwear riprende la campagna globale di altrettanto successo del marchio dal claim To change the world you don’t need a suit. Il concetto è più o meno il medesimo, soltanto attualizzato per i clienti 2.0 di Dockers, millennials pieni di ambizione che grazie alle loro brillanti idee riescono a farsi strada uscendo dalla fatidica comfort zone per raggiungere il tanto ambito successo. Ma senza perdere l’equilibrio: indossando i pantaloni Dockers rompono le barriere dell’establishment formale imposto dal rigido completo sartoriale. E disegnano nuovi confini.

“È un’interpretazione moderna delle nostre origini, e lo scopo di Dockers è di metterti in condizione di sentirti a tuo agio e dare il meglio di te stesso – dichiara Joan Calabia, brand Marketing Director di Dockers Europe – e per fare questo non hai bisogno di indossare un’uniforme. Dockers Smart 360 Flex ti consente di avere sul piano fisico ed emozionale quella fiducia in te stesso che ti porta a raccogliere ogni sfida sentendoti bene nella tua pelle. L’abbiamo già fatto col movimento Casual Friday negli anni Novanta e finalmente torniamo a farci sentire con quella voce scanzonata e di rottura che è da sempre parte della storia della comunicazione del nostro marchio”. Il messaggio che Dockers vuole lanciare è chiaro: l’abito rappresenta un retaggio del passato alle volte troppo rigido da abbracciare, mentre per la generazione millennials il mondo è pieno di opportunità se di dispone di una mentalità aperta e votata alla creatività.