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By Lorenzo Sabatini
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Shape Up Italy è un laboratorio artigianale digitale con sede a Roma che offre consulenze a creativi della moda nell’ambito del digital design, adottando strumentazioni all’avanguardia e traducendo sketch in modelli 3D.

Scaturisce dall’incontro di tre eccentriche personalità, connotate da background variegati e trasversali ma ugualmente sensibili alle innovazioni e progressi tecnologici. Due architetti, Rosa Topputo e Alessio Tommasetti, e Lavinia Caldani, laureata in Giurisprudenza e insider del mondo della organizzazione degli eventi e pubbliche relazioni. ShapeupItaly nasce dalla fascinazione del trio per la tecnologia 3D e si pone l’ambizioso obiettivo di soddisfare la crescente domanda custom made proveniente in particolare dal settore moda.

La giovane start up annovera nel suo percorso la vincita del Bando per la Creatività 2016 della Regione Lazio. I tre professionisti rappresentano l’anello di congiunzione tra il mondo dei progettisti e service provider di additive manufacturing e l’universo dei professionisti che dall’ambito moda, attraverso cinema, TV e teatro, hanno così modo di valorizzare a pieno le opportunità offerte da questa tecnologia. Dall’idea (sviluppata in stretta collaborazione con il cliente) alla produzione, utilizzando metodologie innovative di supporto nella progettazione di abiti e accessori.

Quali benefici ha guadagnato l’industria della moda dalla tecnologia digitale e in particolare dal 3D printing?

Sviluppo, ricerca di contemporaneità, competitività sono da sempre gli elementi essenziali dell’industria della moda. Il Digital Manufacturing, o manifattura digitale, permette di rendere questo sistema più efficiente sia dal punto di vista dell’utilizzo e gestione delle risorse che della riduzione degli sprechi. Il rinnovamento del sistema della manifattura mediante tecnologie digitali e tecniche di stampa 3D che vengono utilizzate in modo integrato per l’innovazione di prodotto, la prototipizzazione e la produzione di oggetti, consente l’ottimizzazione dei processi di fabbricazione, commercializzazione e distribuzione, rendendo il sistema economicamente più sostenibile.

L’utilizzo della stampa 3D permette l’ideazione e creazione del modello in modalità c.d. virtuale, offrendo la possibilità di un maggiore controllo nella catena produttiva da parte del designer che in questo caso può sperimentare, fare correzioni, aggiustamenti e modifiche senza per questo generare sprechi produttivi con evidenti e significativi risparmi economici; aumentano, inoltre, le possibilità di customizzazione e creazione di serie limitate.

Quali sono le più importanti tecnologie digitali attualmente impiegate nella moda?

Potremmo sintetizzare questi nuovi strumenti tecnologici in una sola parola (che riassume l’idea di rinascimento digitale nel campo dello sviluppo del prodotto e della moda): digital manufacturing. È importante sottolineare che la stampa 3D rappresenta solo parte delle tecnologie legate al digital manufacturing: macchine a controllo numerico (CNC) e laser cutter fanno parte di questo nuovo modo di progettare e produrre. 3D Printing, Generative Manufacturing, e-Manufacturing, Additive Layer Manufatcuring, Direct Digital Manufacture, Freeform Fabrication, Rapid Manufacturing sono solo alcuni dei termini che vengono utilizzati per descrivere “caratteristiche” o “impatti” delle tecnologie digitali e delle tecniche di stampa 3D sui sistemi di produzione di oggetti nel settore della moda e del design.

In che modo, grazie anche a realtà come Shape Up, cambierà l’industria della moda in un prossimo futuro?

Con l’adozione progressiva delle tecnologie proprie del digital manufacturing si assiste a un graduale processo di convergenza e avvicinamento tra il modello di creazione, progettazione e produzione artigianale, e il modello di manifattura su larga scala. Da una parte, quindi, a quest’ultima si offre il vantaggio di potersi avvicinare alle specificità del cliente (il prodotto nasce dall’esigenza specifica, per il cliente specifico) e all’unicità di prodotto tipica del “fatto a mano” mantenendo le caratteristiche dimensionali della produzione industriale, dall’altra si permette alle realtà artigiane un ulteriore fattore di distinzione, senza per questo privarlo delle nuove opportunità di prodotto e differenti volumi di produzione.

Digitalizzazione e virtualizzazione consentono un processo di sviluppo degli oggetti in cui il principale limite è costituito dalla creatività in fase di immaginazione dell’oggetto.

Se si può svelare, qual è il vostro prossimo obiettivo?

Shape Up Italy nasce da un azzardo, dalla voglia di creare qualcosa di unico e in grado di lasciare il segno, dall’ambizione, dalla convinzione “spudorata” di poter raggiungere ogni traguardo e il traguardo è dare forma alle idee. Ci siamo accorti che mancava una realtà completa come la nostra, un mezzo di “intermediazione” tra il designer “tradizionale” e le nuove tecniche di “disegno virtuale”, in grado di seguire il cliente in ogni fase dell’iter progettuale che inizia con un’idea creativa per arrivare al prodotto finito.

Il nostro obiettivo principale è, quindi, diventare un punto di riferimento non solo come studio di progettazione e sviluppo del prodotto, ma anche e soprattutto come anello di congiunzione tra i diversi service provider di additive manufacturing, fornendo la giusta soluzione per ogni diversa esigenza.

La moda ha sposato la tecnologia? O ancora passi significativi andrebbero compiuti?

I grandi brand, che hanno la possibilità di essere più attenti e sensibili al tema della ricerca in termini sia progettuale che produttivi, sono quelli più inseriti nel nuovo sistema rappresentato dal digital manufacturing. Basti pensare al caso di Chanel che ha realizzato la prima giacca Haute Couture interamente in stampa 3D con tecnologia SLS e l’ha esposta al Metropolitan Museum di NYC durante la mostra Manus X Machina.

Altro caso eclatante è la fashion designer Iris Van Herpen, originaria dei Paesi Bassi, tra le prime a dare vita all’High Tech Couture: le sue creazioni sono frutto della combinazione armonica tra la stampa 3D e la manifattura tradizionale della sartoria. Essa sostiene l’importanza dell’utilizzo del 3D printing nel mondo della moda.
Ovviamente per brand che hanno meno capacità di investire su innovazione, il digital manufacturing resta un mondo ancora poco esplorato.

Che ruolo gioca la tradizione del made in Italy nell’innovazione digitale?

Il patrimonio di professionalità, talento e artigianalità specifico del made in Italy diventa un plus calato nella realtà dei tempi: le nuove tecnologie e il saper fare italico si arricchiscono a vicenda, realizzando una sinergia particolarmente potente.

Le tecniche avanguardiste e innovative si mescolano alla finitura manuale, alla tradizione, al gusto e al rigore tipici del made in Italy: la tecnologia arriva dove la manualità si ferma, animata al contempo da una creatività nella sua forma più libera e più pura. Così la moda avanza e si trasforma mantenendo intrinsecamente le basi di uno stile autentico e tradizionale che non può essere limitato, ma sviluppato di pari passo con l’innovazione, traghettando il made in Italy in un’era 3.0, senza perdere le specificità che lo rendono unico.