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E’ andata in archivio la 91esima edizione di Pitti Uomo, la kermesse di moda e tendenze in scena due volte l’anno a Firenze (a gennaio e a giugno). Tre giorni di stile, costume, musica, personaggi e danza (soprattutto), perchè il tema principale è proprio l’arte della danza con lo slogan #pittidanceoff, un tributo all’espressione della propria personalità a ritmo di musica. “Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei” è il mantra di quest’anno, in cui è il corpo in movimento a dettare le regole per l’abbigliamento e non viceversa.

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Un invito ad esprimersi attraverso il proprio stile, la propria personalità, il proprio gusto. La Fortezza da Basso si riempie quindi di scenografie ispirate alla street dance e di musica ad alto volume per invogliare i partecipanti a danzare ovunque. I visitatori infatti sono in continuo aumento e i numeri sono da capogiro. Tra i 1220 Stand del Salone Internazionale del Fashion si possono ammirare tantissime celebrities: da Federica Nargi (testimonial di Mizuno1906) a Diletta Leotta, madrina presso lo stand Armata di Mare insieme alla squadra del Pescara Calcio. E mentre l’ex calciatore Roberto Baggio fa capolino da Diadora i rappers Raige e Emis Killa compaiono da Asics Tiger.

pitti_uomo_4L’attore Marco Bocci sceglie l’eleganza del brand Patrizia Pepe mentre Gaelle preferisce la forza e la giovinezza dell’oro olimpico di judo 2016 di Fabio Basile. Il marchio Eredi Chiarini celebra la danza con la performance di Alessio Carbone, stella dell’Opera di Parigi. E se la moda italiana conferma il suo prestigio e la voglia di fare sempre meglio anche i brand internazionali colgono nel segno e stupiscono tra innovazione ed originalità. Un esempio? Il marchio Bmuette creato dai designers Byungmun Seo e Jina Um, entrambi coreani, che nello spazio della Dogana hanno dato vita ad una sfilata contemporanea e controcorrente, dallo stile però semplice e ad “alta portabilità” come hanno dichiarato gli stilisti durante gli applausi finali. Giacche sartoriali e cappotti stellati, camicie e jeans modellati sul corpo, calzature di pelliccia ed accessori ecologici sono gli aspetti più importanti di questa edizione, che vede l’uomo vestito in modo più sobrio rispetto all’inverno precedente, segno di un cambiamento che vede ognuno portatore sano di originalità senza però rinunciare alla comodità di uno stile personalizzato.

La moda intesa quindi al servizio del proprio corpo e delle proprie inclinazioni. Mentre Paul Smith torna a Pitti Uomo come special guest, il belga Tim Coppens è il Menswear guest designer che unisce sartorialità al comfort della street culture e per la prima volta. Una leggenda come Tommy Hilfiger presenta la collezione A/I 2017 proprio qui: una linea basata sullo sport style e sulla praticità classica dei suoi pezzi di abbigliamento.

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Un viaggio attraverso la cultura pop, l’intrattenimento e l’essenza dello stile americano. I colpi di scena però non mancano. Pittoreschi individui agghindati in modo stravagante vengono fotografati ed immortalati nei loro outfit che ben poco hanno a che vedere con la moda. Ma Pitti è anche questo: un fenomeno di costume e cultura, un grande carnevale in cui la passione per gli abiti – non sempre eleganti- viene celebrata da ben 45 anni e che non ha eguali in alcun altro posto del mondo. Firenze, capitale del fashion, continua a stupire.