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FASHION NEWS

A Roma, la moda punta tutto sui talenti emergenti. L’ultima edizione della fashion week capitolina, che si è svolta dal 23 al 26 gennaio negli spazi dell’Ex Caserma di via Guido Reni, sotto la presidenza di Silvia Venturini Fendi (il cui incarico è stato appena rinnovato per altri 3 anni) ha mostrato il suo nuovo volto. Se storicamente la kermesse nasce per dare spazio al lavoro dei couturier della città – da qui il nome scelto originariamente per la manifestazione, Altaroma – oggi tutto è cambiato. Proprio da Roma, infatti, è partito ormai da qualche stagione un progetto di rinnovamento del Made in Italy.

Altaroma oggi è una piattaforma di scouting dedicata alla promozione e al sostegno del futuro della moda italiana. Un incubatore di nuove tendenze, soprattutto un punto di riferimento per moltissimi giovani designer a cui viene data la possibilità di esporre e far sfilare i propri capi in maniera quasi del tutto gratuita. Un’opportunità unica. Punta di diamante dell’intera manifestazione è il progetto Showcase, giunto alla quinta edizione, organizzato da Altaroma grazie al supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Agenzia ICE , durante il quale 56 marchi emergenti hanno presentato le proprie collezioni a un pubblico di buyer e stampa nazionale e internazionale 154 i brand partecipanti alle iniziative in calendario, 200 circa gli studenti dei final work e dei progetti delle accademie di moda e soprattutto 15.000 visitatori della manifestazione. Tra i temi maggiormente esplorati dagli stilisti c’è quello della sostenibilità, oggi di primaria importanza. Ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia il designer Italo Marseglia che ha messo in scena Zoomantic, un viaggio a ritroso tra i ricordi d’infanzia. Sulla passerella, dove ha sfilato anche Fiona May accompagnata da cinque giovani atleti della Nazionale Italiana di scherma, hanno fatto la propria comparsa elefanti, giraffe, pantere e rane declinati in applicazioni tagliate a laser, ricami realizzati in perline di vetro riciclato, tessuti in alga e tinture naturali. Nella collezione, ogni materiale è stato scelto all’insegna della sostenibilità e del riciclo, grazie anche alla collaborazione con aziende prestigiose come la storica Maison di pizzi Sophie Hallette (con sede a Calais, Francia) che fornisce il materiale originariamente destinato al macero per la produzione di un esclusivo patchwork composto da tirelle di vecchi e preziosi campionari.

Anche Caterina Moro ha utilizzato, per la sua collezione, tinture bio e recuperato tessuti destinati al macero. La FW2021 declina in chiave contemporanea il concetto di eleganza demi couture. In passerella, come in un bosco incantato, abiti eleganti e sofisticati, un vero e proprio daily luxury fatto di texture corteccia e variazioni cromatiche che riprendono le trame e i colori delle foglie autunnali. Ha scelto Altaroma anche BAV TAILOR , designer londinese di origine indiana, che promuove attraverso le sue linee un’idea di lusso sostenibile. I capi, dalle linee geometriche e lineari, sono realizzati con materiali naturali come il sughero o riciclati, come quelli ricavati dalla plastica. Molti tra i talenti che hanno avuto spazio in questa edizione di AltaRoma hanno scelto come base proprio la Capitale. Antonio Martino, per la FW 2020/21, ha presentato una collezione dedicata al Rinascimento giapponese e che trae ispirazione dall’antica leggenda di Tanabata, la storia di due amanti che, separati dagli dei, sono costretti a vivere il loro amore solo una volta l’anno, il settimo giorno del settimo mese. In passerella un prêt-à-couture fatto di elementi creativi e sperimentazioni materiche, cappotti dai volumi scultorei, materiali inconsueti e linee minimal, dettagli di armature e kimono, accostati a long dress estremamente femminili e sensuali. Morfosis, di Alessandra Cappiello, punta su tessuti preziosi e ricercati, dando vita a pantaloni a vita alta, maxicoat, giacche rigorose e gonne a matita. Una collezione femminile e sofisticata che, attraverso i contrasti e le sovrapposizioni dei tessuti, delinea l’idea di una nuova femminilità stra-ordinaria. 

Il film L’amante di Jean-Jacques Annaud, ha ispirato la haute couture SS 2020 di Giada Curti, che richiama la femminilità delle geishe, il loro stile e le loro atmosfere. Le infinite sfumature dei sentimenti delle donne orientali si traducono in un equilibrio di forme, tagli e proporzioni. Ramage, bouquet floreali e pattern irreali impreziosiscono gonne (da sempre cavallo di battaglia della designer)e abiti dai volumi morbidi, in un perfetto equilibrio tra seduzione e portabilità. Molti tra i designer che hanno sfilato durante la fashion week arrivano da Who is on Next, progetto di scouting in collaborazione con Vogue Italia, che ha fatto di Roma la città d’eccellenza per la scoperta di nuovi talenti. Tra questi Federico Cina, che per la FW 2020 si è ispirato all’archivio fotografico di Vittorio Tonelli, maestro e scrittore nonché appassionato studioso della storia e della cultura romagnola. Se Tonelli, attraverso il suo lavoro, recupera i valori di un tempo che non c’è più, Cina volge la sua ricerca alla riscoperta di una bellezza semplice, con una moda romantica e raffinata che pone in primo piano l’artigianalità in un’atmosfera nostalgica e sentimentale. Così, sulle note di Lontano dagli occhi, lontano dal cuore di Sergio Endrigo, hanno sfilato cappotti oversize, trench strutturati e pantaloni morbidi abbinati ad intrecci di maglieria. Trionfa così l’idea di bello e ben fatto, che negli accessori vede una delle sue migliori declinazioni. Le borse del designer molisano Gaetano Pollice sono piccoli scrigni fatti a mano ispirati all’antica arte del tombolo e realizzati con i fuselli tradizionali di Isernia; quelle di Pugnetti Parma sono opere d’arte di raffinata semplicità, contraddistinte dall’utilizzo di pellami pregiati.

A Roma si è ormai innescato un circolo virtuoso, che stagione dopo stagione prende spunto dal passato ma si orienta sempre più verso il futuro. Lo sanno bene gli allievi delle scuole di moda della città tra cui l’Accademia Costume e Moda, un’eccellenza capitolina famosa in tutto il mondo e che a breve aprirà la sua prima sede a Milano. È qui che, grazie allo scambio continuo con le più importanti aziende italiane, vengono formati gli stilisti del futuro, professionisti in grado di ricoprire i diversi ruoli che sempre più il fashion system richiede. Ed è proprio la moda del domani a chiudere simbolicamente questa edizione di Altaroma con la Fashion Digital Night, una sfilata promossa dalla Fondazione Mondo Digitale che ha portato alla ribalta 40 talenti provenienti da tutto il mondo, tra wearable technology e biomateriali. Il futuro, a Roma, non è poi così lontano.

Ph: Justyna Pawlowska; courtesy of Altaroma