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By Chiara Angelinetta
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Last but not least Gucci presenta la Cruise 2018 nella sua città natale, immergendosi in una Firenze museale: la Galleria Palatina di Palazzo Pitti fa da splendida cornice della collezione di Alessandro Michele. Un’altissima concentrazione di arte e di bellezza. Il pavimento delle sale è ricoperto da una moquette gialla che trasforma il museo in un luogo pop mentre le sedute sono in legno di bambù e tessuto a righe blu, rosso, giallo e verde. Sopra, stampate, le parole della Canzona di Bacco, la ballata di Lorenzo de’ Medici che esorta a godere a pieno delle gioie della vita. La Resort firmata Gucci (o meglio, Guccy), è caleidoscopica: un vero e proprio mix tra pop e Rinascimento, streetstyle e classicità che attraversa epoche e stili diversi. Anche il casting è coerente; ci sono bellezze, canoni e identità differenti.

Tra le opere rinascimentali sfilano dunque pellicce con ricamo della doppia G, completi lamé, bomber in jeans ricamati, lunghi abiti dorati o con cascate floreali e non solo. Le acconciature sono decorare da fili di perle e corone di alloro in oro luccicante. Il direttore creativo della Maison fiorentina ci parla di “Guccification” attraverso slogan presenti sulle T-shirt e sulle maxi bag, una citazione che diverrà il titolo del capitolo che Michele sta scrivendo nel volume della storia Gucci. Un codice inequivocabile. Perché il vero “Guccy style” è prendere dal mondo e mescolare, reinterpretare a modo nostro per raccontare un’estetica ed elevarla ad arte.