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By Lorenzo Sabatini
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Evelyne Aymon è un brand bergamasco specializzato nella realizzazione di un unico accessorio: il cerchietto, un vezzo irrinunciabile per le signorine di tutte le età. Storicamente già gli antichi greci portavano le ghirlande tra i capelli, ma nel corso del tempo hanno fatto la loro comparsa i cerchietti, dapprima indossati solo per occasioni speciali, poi divenuti veri accessori di moda e realizzati nei materiali e nelle forme più fantasiose.

La boutique di Evelyne Aymon, nel centro storico di Bergamo Alta, ricorda una wunderkammer: varcandone la soglia infatti si perde la concezione del tempo e si entra in una dimensione onirica. L’idea di aprire uno spazio unicamente dedicato al cerchietto nasce in cinque giorni da un’idea della figlia della signora Evelyne, Fulvia. Dal ritorno da un’esperienza in Asia è stata colta dall’intenzione di creare qualcosa di nuovo. In meno di una settimana ha così smantellato il negozio storico della madre e lo ha reinventato specializzandolo nel cerchietto. Ne sono venuti fuori, allora, disegni interamente handmade: un’esposizione di 1.500 modelli diversi.

Fulvia, grazie alla sua ferace curiosità e ai suoi innumerevoli viaggi, spesso ospite di Fashion Weeks internazionali in qualità di buyer di ready-to-wear per la Rinascente, è sempre alla ricerca di nuove storie da cui trarre ispirazione per i suoi modelli.

 

 Hai dichiarato di aver preso la decisione di rivoluzionare lo store di tua madre per fondare un brand di cerchietti in cinque giorni. Quanto conta nella tua vita l’istinto?

 Istinto, intuito e coraggio sono indispensabili in egual misura per poter raggiungere mondi inesplorati. Nel bene e nel male, nel lavoro e in amore. Questi tre aspetti però non sarebbero di successo se non fossero supportarti dallo studio. Fondamentale per Evelyne Aymon e per il mio lavoro di buyer è la disciplina che ho imparato all’Istituto Marangoni. Sono anche mancina e del segno dell’Acquario, forse è da qui che viene fuori la mia creatività.

 

Se non fossi stata accessories designer, a cosa ti sarebbe piaciuto dedicarti?

Il mio lavoro come buyer per la Rinascente sicuramente è la mia più grande passione, oltre a Evelyne Aymon. Non avrei mai voluto dedicarmi ad altro. Fino ai 25 anni ho avuto la possibilità di vivere tutte le mie passioni e di essere libera di “perdere tempo”. Poi tutto è cambiato, avevo un obiettivo e l’ho raggiunto. Oggi ne ho già degli altri.

Alzando l’asticella, qual è la priorità di obiettivi per Evelyne Aymon?

Evelyne Aymon è pronto per espatriare dal suo nido bergamasco: spero a breve di poter aprire centri a Venezia, a Londra e a Parigi, ma ciò vuol dire che devo trovare qualcun altro che mi aiuti nella manodopera. I cerchietti sono tutti realizzati a mano da me.

Parliamo del tuo lavoro come buyer: qualche consiglio per gli acquisti per l’imminente estate 2017?

Io sto già acquistando la SS18! Ma i trend migliori sono quelli che si vedono per la strada, difficilmente qualcuno inventa qualche cosa di nuovo. Conta molto l’ispirazione, e quello che succede per strada è al momento lo scenario migliore. Bisogna aprire gli occhi ed essere curiosi!

Tornando sul tuo brand, come si mostra la panoramica dei vostri modelli?

I modelli sono sempre diversi perché si rifanno a quello che vedo nei miei viaggi e alle cose che porto a casa una volta tornata. Mi piace moltissimo curiosare nei market locali o trovare artigiani che producano delle applicazioni apposta per me. In questo caso si tratta spesso di limited edition con un prezzo che si aggira a cinquanta euro, mentre gli altri modelli possono costare otto, quattordici o venti euro. Non c’è veramente limite alla fantasia e a cosa si può indossare in testa.