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Depop nasce nel 2011 da un’idea di Simon Beckerman e negli anni è diventata una realtà consolidata con oltre 8 milioni di utenti registrati e transazioni complessive da 230 milioni di dollari. Insomma, se siete interessati allo shopping “di seconda mano”, Depop è la piattaforma che fa per voi.

Mentre i negozi soffrono la crisi e continuano a chiudere punti vendita (il caso più eclatante è quello di H&M), questa community nata sul web e supportata da grandi realtà quali Yoox e Spotify, ha già aperto il suo primo negozio fisico a Los Angeles. Seguiranno uno spazio a New York, uno a Londra (dove è situata la sede centrale dell’azienda) e anche uno a Milano, la cui inaugurazione è prevista per il 2019.

La nascita dei negozi “nasce da un bisogno pratico del cliente di toccare con mano i capi che vendiamo, soprattutto quelli vintage o di brand difficile da trovare” ha spiegato Beckerman al giornale Racked. Gli store fisici offriranno ai clienti il best-of dell’applicazione, con pezzi provenienti dall’armadio dei venditori più famosi. E quando diciamo famosi parliamo di nomi come Emily Ratajkowsli, Dita von Teese, Lily Allen e Shaquille O’Neal.

Ma a cosa è dovuto il successo di Depop? “Gran parte del nostro successo dipende dal fatto che la nostra app è molto simile a Instagram” spiega Beckerman. Utilizzare il layout di una piattaforma social che la gente conosce e “sfoglia” assiduamente ha dato un senso di sicurezza agli utenti che si sono iscritti in massa. L’idea di poter vendere i vestiti che non piacciono più o acquistare una borsa firmata a un prezzo stracciato ha fatto il resto. “La gente va su Depop con l’idea di comprare” e i numeri lo confermano, con 60.000 capi inseriti ogni giorno.

E volete sapere la cosa migliore? Quest’app dal successo globale è tutta italiana.