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Calabrese, imprenditore di successo, spopola tra i più giovani. Il suo brand Paura tiene l’occhio vigile su ciò che li appassiona. Il designer ha un carattere disciplinato (ci ha rivelato la sua routine di allenamento settimanale mediante cui raccoglie nuovi spunti e che determina il suo successo): poche ore dopo la sua presentazione al Teatro Girolamo durante la Milano Fashion Week, abbiamo avuto il piacere di conversare con lo schivo Danilo, il quale scherzando ama definirsi  un “operaio della moda”.

Parlaci del tuo brand, uno tra i più interessanti nel panorama street. Come è nato, si è sviluppato e verso dove state guardando?

Ho studiato costume e moda e dopo tanti anni di retail prima come commesso e poi come buyer ho avuto l’esigenza di dire la mia dall’altra parte della trincea. Avevo troppa voglia di raccontare il mio modo di interpretare questo mondo. Abbiamo due collezioni, una più street ed una che racconta il mio concetto di sartorialità. Il resto è tutto in divenire.

 

Manca poco al debutto nella settimana della moda milanese. Cosa significa per te questo traguardo?

Non è un traguardo ma un sogno che si realizza.

 

Cosa sogna oggi un uomo di successo come te?

Non mi reputo un uomo di successo, affatto. Mi sento più un operaio della moda, un po’ il Gattuso del mio mondo. Parlando di sogni, beh, ci sono dentro: mi auguro di non svegliarmi mai.

StarsSystem é la piattaforma online e cartacea dei dreamers. Cosa consiglieresti ad un emergente che sogna una carriera come la tua?

Di non guardarsi troppo intorno: per poter dire la propria è fondamentale guardarsi dentro, imparare dai propri errori e crederci. Determinazione, sofferenza e sacrificio sono l’abc per ottenere risultati. Il mondo è pieno di stilisti, designer e art director, ma non è mai stanco di persone con storie da raccontare.

 

Perché ami la cultura rap?

Amo l’arte in tutte le sue forme e specialmente la musica. Credo che la musica rap, specialmente la trap nell’ultimo periodo, sia il fenomeno sociale e culturale più forte in questo momento e, come ogni trend, si traduce anche in un concetto stilistico. Sarà sicuramente un passaggio, ma la cosa interessante è che non è solo un genere ma bensì qualcosa che guarda a 360 gradi, non fermandosi solo all’ambito musicale.

 

Ti prendi cura del tuo corpo? Ti alleni? Mediti o altro?

Vado dall’astrologa una volta all’anno, regolarmente dalla psicologa, faccio pilates due volte a settimana, mangio sano, bevo tantissima acqua, un’ora di calcetto a settimana ed almeno altre tre volte gioco a paddle. Ho capito una cosa: puoi esprimere creatività solo se fai ordine nel tuo cervello. E il benessere della mente passa prima di tutto dalla cura di se stessi.

La tua cucina preferita?

La cucina migliore del mondo è la cucina di una mia cara amica, la Manni. Amo la cucina pugliese ed adoro il modo in cui lei la reinterpreta. Riso in bianco, tonno e pepe: il mio piatto preferito.

 

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ONE BLOCK DOWN a Milano, MAXIM a Rimini, SOTF a Firenze.

 

Libro preferito?

Open. La mia storia di Andre Agassi.

 

Abbiamo finito. Sei felice oggi?

Orgogliosamente felice.