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By Fabrizio Imas
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Straordinaria collezione quella di Capucci, la seconda disegnata da Mario Dice, il quale ha fatto uno straordinario lavoro sapendo attingere dalla storia e dai colori della maison portandola a livelli di altissima modernità. Questo è un altro esempio di grandi case di moda riprese e portate alla ribalta – ne avevamo già parlato durante la scorsa Milano Fashion Week-.

Sartorial pop art: è questa l’ispirazione della collezione FW 17-18 firmata Capucci. Dai pois di Lichtenstein a James Rosenquist, una corrente artistica che rappresentava un cambiamento, una trasformazione della società e l’affermarsi della figura femminile.

Una collezione che pur rispettando la grande sartorialità, sperimenta e cambia evolvendosi nella modernità che si addice ad una working girl. Il colore come nel miglior spirito della maison, è acceso: cromie in forte contrasto come il rosso o il fucsia, ma anche scelti multicolore come nei pois macro e mini di fil coupé.

Effetti tridimensionali nei tessuti, lurex e shiny, ma non mancano la seta e il cady. “La leggerezza del peso”, a continuare un percorso partito dalla scorsa stagione, nella combinazione tra cachemire e lana ma anche per la pelle. Tessuti naturali, come la tela denim, entrano nella collezione, impreziositi da lavorazioni speciali.
Una evoluzione creativa che parte dall’archivio della maison per una ispirazione senza tempo.