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Negli spazi minimal-industrial dell’Ex Caserma Guido Reni, una vecchia area militare dismessa adesso fulcro della vita culturale della città eterna, durante la kermesse di alta moda AltaRoma, ha sfilato l’ultima collezione autunno inverno di Marianna CiminiFulcro della ricerca stilistica della designer è stato il bambù.

Il titolo dello show, “La teoria del bambù”, ben esemplifica l’omaggio della promettente designer alla cultura giapponese e ai messaggi positivi che questa pianta porta con sé secondo secolari tradizioni. La resistenza della pianta, nonostante il suo aspetto delicato, ben trasmette lo statement di donna femminile e dinamica delle creazioni di Marianna. La longevità dell’albero del bambù lo rende per gli orientali un simbolo di lunga vita: così come senza tempo sono le collezioni della giovane fashion designer, in cui la sartorialità e la ricerca dei patterns ed il design essenziale sono elementi oramai “marchio di fabbrica” del suo percorso stilistico.

La stampa dell’arbusto è il trait d’union della collezione: i materiali spaziano dal velluto al nylon dell’outerwear. L’ascetismo della forma è interrotto da virtuosismi girly: nastri, fiocchi e ruchesIn un contesto mondiale attuale in cui le donne hanno recentemente protestato nella “Women’s March” per riaffermare i propri diritti, il messaggio della designer è molto up-to-date: si presenta con la forte e semplice leggerezza che il bambù insegna lanciando un appello chiaro ad una società che ancora stenta a riconoscere il ruolo che dovrebbe al genere femminile. Lo fa con un garbo sussurrato, senza eccedere, con l’equilibrio ed il gusto dosato che permea tutti i capi di questa collezione.

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