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By Pietro Rebosio
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Al via la settimana della moda a Milano con ventimila persone in arrivo. Centinaia gli eventi fra fashion show e sfilate dal centro alla periferia, fra location storiche e nuovi spazi esclusivi.

Impossibile per chi vive in città rimanerne fuori e non essere inghiottito dal fervore e dall’energia che si crea in questi giorni. L’indotto è elevato, è una manifestazione da incoraggiare e promuovere, soprattutto in tempo di crisi. Il Fashion System resiste e di pari passo resiste Milano. Fra i direttori creativi c’è chi ripropone la stessa location, come Bottega Veneta che sfilerà nuovamente all’Accademia di Brera con l’obiettivo di valorizzare l’arte e la cultura – che ancora sono notevoli a Milano – e Laura Biagiotti fedele al Piccolo Teatro, ritrovo storico della Milano progressista e borghese.

Grande attesa invece per il fashion show Gucci di Alessandro Michele – che come ogni volta farà parlare di sè -. Il visionario direttore creativo che ha smosso le tendenze delle ultime stagioni ha scelto direttamente il nuovo quartier generale della Maison in via Mecenate – l’ex fabbrica aeronautica Caproni – completamente rimessa a nuovo
.
Differente la scelta di Donatella Versace che farà sfilare i suoi capi in zona Fiera, al Gate 17: la stilista calabrese si è dichiarata innamorata della nuova area urbana edificata e rivoluzionata per l’Expo. Falconeri raggruppa invece nella boutique di Montenapoleone la Milano bene per coccolarla fra cashmere pregiati e filati di lusso chiamando al rapporto personaggi televisivi e di ultimo grido.

Insomma, tutta la città è coinvolta e con essa tutti i cittadini. Piaccia o no la confusione e frenesia che si genera per le strade l’industria dell’abbigliamento, oltre a rimanere una delle poche realtà consolidate del Made in Italy, rappresenta migliaia di posti di lavoro. Milano e i milanesi continuino ad averne cura.