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Un vuoto incolmabile. E’ quello che lascia Franca Sozzani, morta a 66 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Mantovana, dal 1988 era direttrice di Vogue Italia, giornale che sotto la sua guida è diventato uno dei più influenti nel mondo della moda. A dare la notizia sono stati l’Istituto Europeo di Oncologia e Centro Cardiologico Monzino e Jonathan Newhouse, direttore capo di Condé Nast. La carriera di questa “signora della moda” è stata una parabola verso l’alto senza precedenti. Da segretaria risponde ad un semplice annuncio e passa a Vogue Bambini. Le ossa se le fa tra Lei e Lui Magazine, poi nel 1988 arriva l’ultimo step, quello decisivo per la sua ascesa: accetta di diventare direttrice di Vogue Italia. Da quella prima copertina firmata da Steven Meisel è un continuo susseguirsi di proposte innovative e scommesse vinte.

In pochi hanno saputo raccontare gli ultimi trent’anni di moda come ha fatto lei, ma Franca Sozzani sapeva guardare con attenzione e calore anche ciò che stava al di fuori di passerelle e eventi mondani. Il sostegno alla lotta contro il cancro era da sempre uno dei suoi fondamenti (era presidente dello IEO dal 2013), e in passato sempre grazie alla moda aveva organizzato eventi di beneficenza per aiutare i più bisognosi. Riservata e mai sopra le righe, l’ultima testimonianza che abbiamo di lei è il documentario Franca: Chaos & Couture, prodotto dal figlio Francesco e nel quale la Sozzani parla in totale sincerità della sua malattia, toccando l’animo con parole sincere e garbate. Esattamente come tutti tenevano a definirla.