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By Redazione
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Il glitch – ovvero l’errore – stordisce il pubblico, con un evento temporaneo e destabilizzante che rompe il flusso portando il caos nell’ordine, e facendoci chiedere con ansia “se il computer tornerà a funzionare”. La ricerca parte dal pattern, la descrizione di una distonia, che cerca un riallineamento con linee semplici, comprensibili, pratiche. La modernità nasce dal paradosso. Dagli elementi architettonici tipici dell’Iran, nasce un’interferenza col reale dall’ordine al disordine, dal bianco e nero ad un insieme di colori sintetici, da linee armoniche a vibrazioni elettroniche. Afrodite è fatta di proporzioni, è un modo di vestire dinamico, dall’abito all’habitat.

Le stampe sono protagoniste, immagini che prendono ispirazione dal mondo virtuale elettronico, una natura dopo la natura che sintetizza organico e sintetico, artigianale e tecnologico. Un mondo colorato da infinite possibilità, un mondo metafisico che non consiste nella volontà di rappresentare una realtà altra rispetto a quella che si esperisce tutti i giorni, una realtà soprannaturale separata da quella fisica delle cose. Il brand vuole afferrare una realtà altra non oltrepassando le cose ma discoprendone il segreto intimo attraverso lo sguardo e la rappresentazione. Allo stesso modo, non inventa una sur-realtà ma scopre un aspetto nascosto, segreto della realtà medesima.

Ph: Gerti Ibra
Style: Arezoo Daneshmandi, Soofi Nalkiashari
Mua: Erika Moschetta
Model: Ylenia Polentes @Ewa Talents Management
Brand: Afrodite Milano