TVLand – Nero a metà: la fiction per i palati fini
3 Dicembre 2018
Unusual: non le solite fragranze
5 Dicembre 2018

By Luca Forlani
04 Dicembre 2018

L’architettura è una delle più apprezzate forme d’arte. Arrigo Baj, milanese, ha dedicato una vita intera per rendere più belle le nostre case. Un grande amore per l’architettura e la filosofia del design italiano che lo ha spinto ad andare all’estero a migliorarsi, a imparare l’arte del vivere la casa di quei Paesi, oltre le tecniche più innovative. Queste grandi esperienze fatte in giovane età hanno contribuito a portare in Italia una forma progettuale internazionale.

Quando nei primi anni ’80 l’architetto approda in Sardegna, sprigiona la sua massima creatività. Sono anni di grandi trasformazioni, la Costa Smeralda sta per affermarsi come un punto di riferimento del turismo mondiale. L’attività dell’architetto non si limita solo all’area settentrionale dell’isola. Si lascia affascinare anche dalla Sardegna più aspra e selvaggia, meno turistica. Le caratteristiche distintive di Baj sono originalità, creatività e un ortodosso rispetto della natura. Quest’ultima è una dote particolarmente rara. La sua arte si contraddistingue per un affascinante connubio fra modernità e tradizione.

Perché ha scelto la Sardegna come luogo privilegiato del suo lavoro?

Beh, non solo la Sardegna, in ogni Paese in cui ho lavorato ho avuto sempre ispirazioni nuove adatte all’ambiente ed al suo modo di vivere. La Sardegna è un luogo dove posso pienamente sprigionare la mia creatività perché mi dà la possibilità di esprimere al massimo la mia idea di casa, lasciata completamente all’estemporaneità del momento, modificando così le linee guida del progetto. Vince la natura ed il vivere un ambiente “preistorico”, ma pieno di eleganza, classe e funzionalità.

 

Il suo lavoro si contraddistingue per un forte rispetto della natura…

Le case al loro interno diventano delle sculture mentre esternamente si mimetizzano con l’ambiente e scompaiono. Ho sempre usato materiali naturali che non andassero in contrasto con la natura circostante. Sono state fatte grandi ricerche in Scandinavia e in Africa per trovare pietre particolari. I giardini sono inseriti in maniera tale che si integrano perfettamente con l’ambiente e la vegetazione mediterranea. Gli arredi esterni generalmente sono in teak che, se lasciati sotto la pioggia, il vento, la salsedine, prendono quella patina invecchiata color cenere, confondendosi così con l’habitat circostante.

 

Chi è l’architetto che l’ha più ispirata?

Frank Lloyd Wright in quanto è il maestro fondatore dell’architettura organica, in cui ambiente costruito e ambiente naturale sono in perfetto equilibrio e divengono parte di un unico e interconnesso organismo. Tutto ciò si sposa perfettamente col mio modo di concepire la filosofia dell’abitare.

Lei è un nome di prestigio del design italiano. Come descriverebbe la situazione attuale?

Il vero design, quello creato dai grandi architetti non tramonterà mai. Oggi molte aziende copiano quelle linee ottenendo però dei risultati di scarsa qualità. La gente di conseguenza si confonde facilmente e non riesce a capire perché, ad esempio, un complemento d’arredo apparentemente simile abbia dei costi completamente diversi.

 

Tutto questo che ripercussioni ha sulla sua professione?

Negli anni il mio design periodicamente cambiava. Ho sempre cercato di rinnovarmi e questo ancora oggi mi permette di precorrere i tempi e rendere unica ciascuna casa. Tutto ciò mi porta tutt’ora credibilità. Mi spiace però constatare che in generale si è perso il valore creativo e artistico di questa professione.

 

Una carriera lunga più di quarant’anni. Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Il 13 dicembre prossimo presso il mio atelier sito nell’hinterland milanese presenterò un nuovo progetto. Darò vita ad una sinergia che comprende arte, architettura e soluzioni immobiliari. Su queste ultime, la mia idea è quella di togliere ogni forma di paura al probabile acquirente e fargli comprendere come una casa fatiscente possa trasformarsi in una nuova realtà. Perché ciò avvenga, si fa una proposta progettuale corredata da disegni realizzati a mano libera e si segue il cliente passo dopo passo in tutte le sue richieste.

 

Anche in questo suo progetto sarà protagonista l’arte. Che ruolo avrà?

Da quattro anni l’artista figurativo Ivan Preti lavora a stretto contatto con me per apprendere la filosofia e i segreti nel campo della progettazione architettonica. Nel processo di crescita è emerso un amore per la pittura. Pur non abbandonando la strada intrapresa per diventare architetto, Ivan Preti si sta affermando come talento artistico nell’ambito di un nuovo stile pittorico. Ho voluto introdurre questa nuova forma d’arte pittorica per impreziosire e aumentare il valore artistico delle case da me curate, in modo da renderle uniche. Vorrei donare alle case una nuova vita e una nuova anima.