Wonder Woman: Raccontare La Vita

Welcome Back Giovanna D’Arco
4 Dicembre 2015
Natasha Stefanenko
8 Dicembre 2015

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Dal 8 al 13 Dicembre 2015
Teatro Elfo/Puccini _ SALA FASSBINDER / Corso Buenos Aires 33 – Milano

Antonella Questa, Giuliana Musso e Marta Cuscunà sono partite da un’inchiesta di Silvia Sacchi e Luisa Pronzato per esplorare il tema dell’indipendenza economica femminile.

«Wonder Woman – ci racconta Giuliana Musso – è l’unione di tasselli, di quadri e di parole sul tema delle donne nel mondo del lavoro e nella società, sia dal punto di vista macrostorico, quindi analisi economica, sia dal punto di vista micro, indagando la storia intima e privata delle donne, del loro rapporto con il lavoro, con il denaro e con la realizzazione professionale. Il macro e il micro che si intrecciano, come si intrecciano le relazioni tra le persone»

Da qui nasce un Super Reading in cui i dati statistici si annodano ai racconti biografici e la realtà è raccontata con l’arma a doppio taglio della satira, con l’ironia che contraddistingue, ormai da anni, le nostre Super Eroine.
Un divertente esercizio teatrale per dare spazio a legittimi interrogativi sullo stato dell’indipendenza economica delle donne e segnalare una soluzione alla generale stagnazione economica italiana: l’economia in rosa, womenomics!

Uno dei motivi per il quale Giuliana Musso va fiera di questo progetto è di poter vedere in scena tre generi di donne, tre energie, tre linguaggi e tre atteggiamenti diversi come diverse sono nel fisico e nel modo di porsi. Allo stesso tempo, lo spettatore, può percepire una unione, una complicità fondata sulla gioia e sul piacere di stare insieme.

Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte a tre Wonder Women, sottolineerei che Wonder Women, nonostante tutte e tre si lamentino della loro vita frenetica.
Giuliana ci confida che sta invecchiando:
«Altro che Wonder Woman, mi sento una piccola casalinga veneta»
Marta è super impegnata con le prove del suo prossimo spettacolo mentre Antonella è cotta, ma strafelice perché:
«È bellissimo sapere che a tre settimane dal debutto Wonder Woman è tutto esaurito»

Quindi nonostante la crisi la gente va sempre di più a teatro?

Giuliana:
Viviamo in un’epoca di alienazione, la vita ci schiaccia. Secondo me la gente ha bisogno di umanità e chi viene a teatro sente fortemente la relazione che si crea con l’artista.

Secondo voi, oggi, per andare in scena ci vogliono Superpoteri?

(tutte e tre ridono divertite)
Antonella:
Più che Superpoteri io ho bisogno di una Supersalute perché per andare in scena devi essere sempre al meglio delle tue potenzialità fisiche.
Giuliana:
Dipende come vuoi andare in scena, io direi Autopoteri perché facciamo un teatro molto autarchico, siamo noi con le nostre piccole risorse, con i nostri tempi, i nostri spazi…

Forse un teatro più libero?

Giuliana:
Questo non lo so perché non ho mai provato il contrario, nessuno mi ha mai chiesto di non dire delle cose in virtù di un finanziamento. Però la povertà dei mezzi che abbiamo la sento, sento che ci limita nelle possibilità creative, non ci possiamo mai permettere la sperimentazione soprattutto, secondo me, ne viene a mancare una ricerca estetica…

Intendi scenografie, costumi…

Giuliana:
Sì.

Credimi in scena bastate solo voi, il resto è puro contorno.

Giuliana:
Però io questa mancanza la sento. Con Wonder Woman sento che alcuni elementi sono rimasti nel limbo, tipo: il lavoro sulle immagini, sulle scene, su tante cose…

Wonder Woman, come detto, è uno spettacolo che nasce dalla voglia di Antonella, Giuliana e Marta di lavorare insieme, investendo molto del loro tempo perché a volte le “risorse” sono anche legate al tempo che si mette a disposizione di un progetto. Unite, come sempre, grazie ad una serie di tematiche attuali che indagano un mondo fatto di stereotipi di genere, spreco di talenti, crisi della coppia, diritti mancati…

Quant’è importante andare oltre gli stereotipi per voi?

Giuliana:
Lo stereotipo è un esercizio di morte.
Fermarti allo stereotipo è un esercizio di fine, perché lo stereotipo è generato per essere il frutto di una continua polarizzazione della visione della vita. Il bianco e il nero, il buono e il cattivo.
Antonella:
Mi rendo conto, a volte, che non solo li subisco in quanto donna, ma di esserne anch’io vittima.
Giuliana:
Ti faccio un esempio: “donna che lavora, cattiva madre”, ma potrebbe essere anche l’opposto a prescindere dal contenuto: “donna che lavora, madre buona”.
Qualsiasi definizione della realtà stereotipata tradisce la realtà, quindi tradisce la vita.
Antonella:
È importante vedere le persone in quanto persone, senza cadere nella trappola del pregiudizio. Difficile e faticoso combatterli, per questo motivo è importante andare oltre gli stereotipi, perché ti impediscono di vedere le persone per quello che sono. Persone.
Giuliana:
Tutto quello che possiamo fare con il nostro teatro è riportare alla superficie interrogativi, generare interrogativi che possano anche non avere una risposta.

Con Wonder Woman affrontate anche il tema dei diritti mancati, forse perché viviamo in un paese maschilista e patriarcale?

Tutte e tre in coro:
Siii.
Giuliana:
Te lo posso dimostrare in qualsiasi momento, però aggiungerei che il sistema patriarcale e maschilista è lo stesso sistema che stupra i diritti di tutti, di tutti; delle donne e degli altri uomini, ci sono dentro tutte le categorie perché è un sistema che si fonda sull’abuso del potere e che non vede la vita.
Antonella:
Paese maschilista, patriarcale e aggiungerei cattolico. Se pensi che sto divorziando (in modo poco piacevole), avrei dei diritti su certe cose, ma preferisco lasciare correre per una questione di salvezza personale, di tranquillità, di sentirmi libera il prima possibile. Questo è uno dei tanti esempi per i quali perdiamo dei diritti.

Dunque anche se sei forte come Superman, essere femmina comporta degli svantaggi?

Antonella:
E beh sì. Noi cerchiamo di fare in modo che questi svantaggi si annullino il più presto possibile. Lavoriamo per le prossime generazioni femminili… e maschili.

Perché la gente ha ancora paura della diversità?

Antonella:
Per ignoranza. L’ignoranza porta chiusura, porta paura e porta all’allontanamento.

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Forse per essere felici c’è bisogno di uguaglianza?

Giuliana:
Prima dell’uguaglianza direi che il passaggio per essere felici, come consorzio umano perché nessuno si salva da solo, c’è bisogno di considerare la vita. Ti faccio un esempio; poche settimane fa hanno abbattuto un aereo Russo in Turchia. Qualcuno ha detto qualcosa sul pilota che è morto? La percezione che sento è che quel pilota sia una cosa. Noi siamo cose in questa visione del mondo.
Possiamo essere uguali nel momento in cui viene riconosciuto il fatto che siamo esseri viventi e che la difesa della vita è il primo obiettivo. Se non passa questo concetto non possiamo essere uguali perché saremmo uguali nell’essere delle cose.

Tanta roba, sul piatto della bilancia con questo spettacolo, ma torniamo a Wonder Woman che con i suoi vestiti e i suoi modi disinibiti, era ritenuta un pessimo esempio per le fanciulle. Siete d’accordo?

Giuliana:
Mah certo. Se pensi che è stata disegnata da un uomo! Corrisponde alla visione dicotomica che hanno gli uomini delle donne; o sei una brava ragazza o sei una puttanella. Certo che era un bruttissimo esempio per le ragazze, ci sta, ma sempre dal punto di vista dell’uomo, del maschio.
Antonella:
Non mi stupisce il fatto che fosse considerata un cattivo esempio. Bella, corpo perfetto, consapevole della sua bellezza ma soprattutto della sua forza. Non dimentichiamo che Wonder Woman proviene dall’isola del Paradiso, il Regno delle Amazzoni. Lì le donne vivevano libere e felici, vestite in baby doll color pastello, ma studiavano meccanica quantistica. Come ha detto Giuliana è stata disegnata da un uomo e a inizio spettacolo Marta lo dice, quindi: “non farà mai carriera”.
Se mi permetti vorrei fare una piccola digressione.
Prima ho parlato di ignoranza. Se vuoi controllare un popolo, o le donne, devi impedire loro di studiare (come succede in Pakistan, Afghanistan, Somalia e altri paesi…) di conseguenza impedisci ad un popolo di conoscere. Se un popolo sa, non parleremo più di ignoranza, perché nel momento in cui tu sai, tu conosci, non sei più ignorante. Il diverso non ti spaventa più, magari ti incuriosice, ti spaventi se vedi un uomo con il kalashnikov, ma ci sta. Se invece incontri una persona di colore non sarà più un problema anzi quella persona ti potrebbe insegnare cose che non sai, aiutandoti a migliorare. Così Wonder Woman, mostrata alle bambine che la leggevano, imparavano a sapere che c’erano delle donne con Superpoteri, le quali potevano salvare il mondo…
Giuliana:
Un pessimo esempio all’interno di una cultura maschilista e patriarcale del caz**.

Il buon William Moulton Marston (creatore di Wonder Woman) ad un certo punto la fece sposare, ma la nostra eroina dovette rinunciare ai suoi Superpoteri. Peccato che suo marito morì subito.

Giuliana:
E certo. La donna che soffre è bella. Se non soffre è felice e realizzata quindi non va bene.
Antonella:
La donna deve rinunciare ai suoi Superpoteri. La donna deve rinunciare al potere perché se hai superpoteri metti in crisi l’uomo.
Giuliana:
Wonder Woman faceva la segretaria. Le segretarie a volte sono più brave dei direttori, ma non faranno mai carriera. Io sono per la risoluzione delle segretarie. Se le amministrazioni pubbliche, in Italia, venissero date in mano alle segretarie andrebbero molto meglio, secondo me. Ma anche le aziende private.
Scrivilo questo, mi raccomando. Devi scriverlo.

Ed io l’ho scritto, visto che la penso come la nostra Wonder Woman.

Il Superpotere delle donne – continua Antonella – non rende forte solo la donna; che prende e ti manda affanculo… ma no tesoro, no! Questo potere porterebbe benessere a tutti.

Marta, l’ultima domanda la faccio a te. Cosa vorresti che si portasse a casa lo spettatore dopo avervi visto in scena?

Marta:
Vorrei che uscisse da teatro con la convinzione che convenga a tutti lavorare per costruire una società giusta e paritaria e che se ci impegnassimo, i nostri sforzi verrebbero ripagati. Ma soprattutto vorrei che gli uomini si portassero a casa la convinzione che è un problema che li riguarda e che potrebbero essere più felici se si impegnassero per rendere più giusto il paese in cui vivono.
Interviene Antonella:
Le donne non si devono dimenticare MAI di essere Wonder Woman e gli uomini non abbiano paura di Wonder Woman.

Noi di StarsSystem non abbiamo paura dei Superpoteri delle Wonder Women; Antonella Questa, Giuliana Musso e Marta Cuscunà donne che propongono una buona, sana e mettiamoci pure rivoluzionaria comicità. Colleghe e amiche unite in un unico denominatore comune: raccontare la Vita.

Se siete tra quelli che perderanno Wonder Woman non disperate, di seguito le prossime date:
15 dicembre -Teatro Benois De Cecco – Codroipo (UD)
16 dicembre -Teatro Adelaide Ristori – Cividale del Friuli (UD)
17 dicembre – Teatro Monsignor Lavaroni – Artegna (UD)
19 dicembre – Teatro Comunale di Ragazzola – Ragazzola di Roccabianca (PR)
20 dicembre – Teatro Verdi – Maniago (PN)
1 marzo – Teatro R. Binotto Villa Correr Pisani – Biadene di Montebelluna (TV)
2 marzo – Teatro Verdi di Fiorenzuola D’Arda (PC)
3 marzo – Teatro Tenda Anselmi – Pegognana (MN)
4 marzo – Teatro Valle dei Laghi – Vezzano (TN)
5 marzo – Teatro al Parco – Parma PR
6 marzo – Auditorium Comunale – San Vito al Tagliamento (PN)
29 marzo – Padova
30 marzo – Teatro Belvedere di Mirano – (VE)
31 marzo – Teatro del Popolo – Castelfiorentino FI
1-2-3 aprile – Teatro di Rifredi – Firenze
5 aprile – Teatro Stabile di Bolzano
6 aprile – Teatro Comunale Giuseppe Borgatti – Cento FE
9 aprile – Teatro Astra – SCHIO (VI)
10 aprile – Vicenza

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