Tutti pazzi per il Vintage – Numeri da capogiro alla VintageSelection di Firenze

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Dal 27 al 31 Gennaio si è svolta la Fiera del Vintage che ha registrato un incredibile boom di presenze.

Vintage è un termine che definisce le qualità ed il valore di un oggetto creato almeno vent’anni prima del momento attuale e che può ovviamente riferirsi anche a secoli passati senza per forza essere circoscritto al Ventesimo secolo. Gli oggetti Vintage, almeno negli anni ottanta/novanta erano considerati in Italia – oggetti vecchi- da rifilare in cantina o in soffitte polverose. Ma negli ultimi anni sono tornati miracolosamente in voga, e non solo per gli appassionati. Sono considerati oggetti di autentico culto per diverse ragioni tra cui le qualità altamente superiori con cui sono stati prodotti, se paragonati ai nuovi materiali di oggi sempre più sintetici, tanto per dirne una. Ma c’è di più: esiste anche il valore “culturale”, quel fattore aggiunto che rende un oggetto vintage qualcosa di più profondo. Uno stile di vita di un particolare periodo, un fenomeno di costume o semplicemente un oggetto a cui attribuire un valore storico.
Il vocabolo deriva dal francese antico vendenge (a sua volta proveniente dalla parola latina vindēmia) che indica i vini d’annata di pregio. Quindi abbiamo compreso che tutto ciò che è vintage appartiene a qualcosa di prezioso, buono, corposo.

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L’abbigliamento Vintage pertanto ha abbandonato i vecchi bauli ed ha acquistato una nuova vita, come veri e propri cimeli di un’epoca che fu. Un patrimonio storico e culturale rappresentato da vestiti, accessori, bijoux ed infinti oggetti di vanità che incuriosiscono e appassionano milioni di italiani.

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Abbiamo partecipato ad una famosissima fiera del settore, la VintageSelection di Firenze giunta alla sua 27esima edizione, ove capi di diverse epoche, stili e colori si fondono nello scenario della Stazione Leopolda, la prima stazione costruita in città nel 1837 che mantiene intatta la sua storia, esaltandola con tocchi di modernità. Ecco quindi che il vecchio ed il nuovo fanno da comune denominatore nelle nostre esistenze.
Il vecchio per comprendere il nuovo e viceversa.
Gli espositori sono 55, provenienti maggiormente dal centro Italia dove gli oltre 13.000 visitatori hanno riscoperto il piacere del fascino senza tempo della cultura vintage.
Un percorso a ritroso negli anni dove l’autenticità fa da protagonista per ogni capo.

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L’abito o l’accessorio vintage si differenzia e si contraddistingue dal comune “seconda mano” (l’usato) poiché la sua caratteristica principale non è tanto quella di essere stato utilizzato in precedenza quanto altresì il valore che nel tempo ha acquisito grazie alle sue doti di originalità ed unicità che non sarebbero ahimè riproducibili al tempo di oggi, nonostante i progressi qualitativi nella produzione del settore moda. Perché il patrimonio Vintage in Italia è sicuramente rarissimo, sopravvivendo al tempo (e nel tempo) e non può di certo essere imitato da nuovi prodotti.

Barbara Cialdi