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By TiTo Ciotta
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C’era una volta un pezzo di legno, dico: “c’era” perché ora non c’è più. E così Pinocchio da burattino divenne bambino, ma qualcuno gridò: “Che peccato!”.

Giudice:
“Signor Pinocchio, questa corte le attribuisce le accuse suddette e le domanda: come si dichiara l’imputato?”

Pinocchio:
“Innocente, Vostro Onore! Ho poi… avrei anche una richiesta: vorrei giustappunto tornare burattino!”

Inizia così uno degli spettacoli che più ha catturato la mia attenzione, complice il titolo che mi ha riportato subito alla memoria il film Requiem for a Dream diretto da Darren Aronofsky. In Requiem for Pinocchio la scoperta dell’Esistenza è il punto di partenza di una riflessione sviluppatasi poi in una trilogia dell’essere, che articolandosi in altri due capitoli attraverso i monologhi Macaron – La R-Esistenza e Luna Park – Do You Want a Cracker? vuole essere un tentativo di indagare i meandri dell’esistenza attraverso i temi cari all’esistenzialismo ed in particolare al pensiero e all’opera di Albert Camus. Ho contattato Simone e, complice la sua socia/compagna Isabella Rotolo, arrivato da Roma l’ho subito voluto ospitare al Dicocibo di Milano, in uno dei miei appuntamenti.

Simone, perché Requiem for Pinocchio?

Perché Pinocchio è morto nel momento in cui è diventato umano, di conseguenza non potevo che dedicargli un requiem .

 

Requiem for Pinocchio apre o chiude la trilogia sulla scoperta dell’esistenza?

Apre. Pinocchio era perfetto in quanto cosciente di venire al mondo.

 

Però una volta venuto al mondo scopre che vivere vuol dire sopravvivere.

Certo, passa da essere un pezzo di legno che corre dietro le farfalle ad incappare nella scuola e subito dopo nel mondo del lavoro… dove oggi bisogna sopravvivere.

 

Che lavoro fa il tuo Pinocchio?

Nella nostra messa in scena più che un lavoro lo vediamo alle prese con una serie di colloqui.

 

Vi siete presi una bella responsabilità nel proseguire la favola di Collodi…

Secondo noi c’era qualcosa che non tornava, nella favola. La storia di Pinocchio è tragica, pur avendo un lieto fine, e per noi era un pessimo finale.

 

Della serie “Vissero tutti felici e contenti”

Tutti, tranne Pinocchio. Doversi districare nel mondo reale gli ha fatto venire un rimorso. Di questo io sono sicuro al 100%.

Perché andare a vedere Requiem for Pinocchio ve lo facciamo sentire direttamente dalla voce di Simone Perinelli. Dopo questa piacevole chiacchierata vi rimandiamo al sito www.leviedelfool.com dove potrete vedere tutte le date e i lavori di Simone. Ogni tanto, spegnere la TV e accendere il Teatro, male non fa.

 

REQUIEM FOR PINOCCHIO
la scoperta dell’Esistenza

di e con Simone Perinelli
aiuto regia e consulenza artistica Isabella Rotolo