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By Alessandra Mazzolari

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Dimenticatevi per un attimo il paese dei balocchi e la fata turchina ma, soprattutto, dimenticatevi della fiaba di Pinocchio così come la ricordate. Il 21 gennaio ha debuttato sul palco del Teatro Strehler di Milano “Pinocchio”, la fiaba rivisitata dal regista Antonio Latella, una fiaba per “non ragazzi”. Dopo l’enorme successo avuto all’estero (dall’Austria alla Germania, fino in Russia) il regista di Castellammare di Stabia vuole considerare il debutto italiano come “il migliore regalo per i miei cinquant’anni”.

Nel corso della narrazione il linguaggio utilizzato è molto duro, a volte complesso ma ben si sposa con una storia forte, che pone al centro della narrazione un tema davvero importante, ovvero il confronto tra bugia e ipocrisia dove Pinocchio – interpretato da Christian La Rosa – lotta contro la menzogna ma anche contro il mondo degli adulti. Mastro Ciliegio, Mastro Geppetto, Mangiafuoco sono solo alcuni dei protagonisti visto che a un certo punto sul palcoscenico appare anche un enorme pezzo di legno, personaggio anch’esso dello spettacolo. “Siamo abituati a pensare che il burattino Pinocchio veda il proprio naso allungarsi ogni volta che dice una bugia – spiega Latella- così ci hanno insegnato e questo abbiamo imparato a credere.

Eppure anche questa è una menzogna raccontata dagli adulti. Il naso di Pinocchio, nella favola collodiana, si allunga varie volte, ma non sempre quando Pinocchio mente: ad esempio, il burattino nato da Geppetto annusa la vita in modo differente rispetto a chiunque altro”. Lo spettacolo rimarrà in scena fino al 12 febbraio: da vedere assolutamente.