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Queer Festival
Dal 14 al 17 Aprile 2016
Teatro Ringhiera ATIR / Via Pietro Boifava 17 – Milano

Quattro giorni di spettacoli, incontri, cortometraggi e laboratori intorno al tema Queer.

Al grido la diversità implica ricchezza e non indebolimento eccoci di nuovo ad affrontare una tematica, quale la diversità (che poi diverso da chi?), in uno spettacolo che vuole far riflettere, ma in maniera ironica.

“Ho voluto dire la mia scrivendo Palloncini – a parlare è Gabriele Scotti – testo teatrale sull’ignoranza che ancora c’è attorno alla diversità, in questo caso sessuale, con il registro che mi contraddistingue, quello ironico. Far ridere proprio là dove non c’è niente da ridere senza mai svilire la problematica, ci mancherebbe”.

Dunque, ironia e risata come ottimo viatico per stimolare una riflessione?

L’ho sempre fatto prima, con certe forme di dipendenza e frutrazione, con lo spettacolo Le Poveracce e dopo con l’accompagnamento alla morte dei nostri Grandi Anziani, con il film Tra cinque minuti in scena.

Era il 2014 e Gabriele, ogni mese, sentiva o leggeva notizie su ragazzi che si buttavano da un tetto o dal balcone di casa perché “diverso”, o meglio, tacciati di essere tali. Notizie di bullismo e ignoranza sono, purtroppo, ancora all’ordine del giorno. Sembrano non finire mai.

Ho digitato su Google – prosegue Gabriele – più famoso motore di ricerca, la frase: temo che mio figlio sia gay e ho cominciato a leggere ogni cosa possibile e immaginabile. Ho scoperto un mondo preoccupante di opinioni assurde, leggende metropolitane… e ipocrisie, ma ho letto anche sincere preoccupazioni, che nel complesso avevano un effetto potentemente comico.

E così Gabriele Scotti ha deciso di mettere in scena l’individuo “diverso”, l’oggetto di discriminazione, o prese in giro, adottando un punto di vista leggermente eccentrico, quello di una madre, Germana (interpretata da Gianna Coletti che vi abbiamo presentato a dicembre grazie al libro Mamma a carico), la quale teme che il proprio figlio, di soli otto anni, Carletto sia gay.

La giovanissima età del protagonista di questa storia – precisa Gabriele – è funzionale a rendere, il tutto, un po’ grottesco.

Germana è alle prese con gli ultimi preparativi della festa di compleanno del figlio. Quando una banale richiesta di Carletto, la getta in un labitito di dubbi: di quale colore devono essere i Palloncini per decorare la casa?
Da qui il confronto con la madre di un compagno di classe del bambino, Mirella (interpretata da Laura Pozone).
Il colore dei Palloncini si trasforma nella porta d’accesso a un flusso (reflusso?) ininterrotto di pensieri e paure sull’identità di genere.

La voce di una coscienza nervosa e molto confusa si fa largo in una serie di veri e falsi problemi, fino all’esplorazione del mare magnum del web, dove chiunque scrive quello che non dice ma pensa, sotto copertura di creativi nickname.

Gabriele, con questo spettacolo cosa vorresti che si portasse a casa lo spettatore?

Quello che spero di lasciare, anche qui come sempre, non è solo lo stimolo a una riflessione, ma anche un orizzonte di positività. I problemi ci sono per essere risolti, per essere oltrepassati. Voglio vederla così. Mi piace che lo spettatore esca entusiasta oppure divertito o con una carica speciale o con una maggior leggerezza di quando è entrato. Non accadrà a tutti, ci mancherebbe, però questo è il mio obiettivo. Che poi riprendo dagli albori del teatro greco, quando qualche illustre cretino (…) diceva: il teatro è come un farmaco che serve a purificare.

Palloncini è un ritratto tragicomico che ha la sua ragion d’essere in recenti fatti di cronaca e che fa riflette sulla diversità.

Domanda che potremmo fare a voi lettori: ha poi senso chiedersi la sessualità di un bambino di otto anni?

Per concludere, se vi abbiamo incuriositi almeno un pò, andate a sostenere lo spettacolo Palloncini venerdì 15 aprile ore 20:00 presso il Teatro Ringhiera di Milano all’interno del Queer Festival… dedicato a chi pensa che ne se parli fin troppo (!!!).

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Per avere tutte le informazioni sulla programmazione delle quattro giornate targate Queer Festival vi rimandiamo al SITO.

Noi di StarsSystem vi consigliamo inoltre:

CINEMALTEATRO
Giovedì 14, Venerdì 15 e Domenica 17, ore 19:00

FA’ AFAFINE – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro
Giovedì 14, ore 20:00

DIARIO DI UNA DONNA DIVERSAMENTE ETERO
Giovedì 14, ore 22:00

Presentazione del libro
FOSSI IN TE IO INSISTEREI. Lettere a mio padre sulla vita ancora da vivere.
Sabato 16, ore 18:00

Per prenotare il vostro posto: prenotazioni@atirteatroringhiera.it

Foto: Sergio Battista