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Torna in scena, dopo diversi anni e i tanti sold out, lo spettacolo cult diretto da Claudio Orlandini Ladonnaseduta ispirato alle strisce satiriche (La donna seduta, Il frigo, Loretta strong, La giornata di una sognatrice, La notte di Madame Lucienne) che Copi pubblicò su Nouvel Observateur negli anni ’60.

Ladonnaseduta
Dal 3 al 8 Maggio 2016
Campo Teatrale / Via Casoretto, 41 – Milano

Un gioco al maschile con; Umberto Banti, Michele Clementelli e Marco Oliva, en travesti, uominidonne per il teatro di Copi, com’è giusto che sia.

Se non conoscete il teatro di Copi vi possiamo anticipare che è unico nel suo genere. Tradizionale? Forse, anche se poi la tradizione non osa così tanto. Sperimentale? Chi può dirlo. Di sicuro si ride molto anche se, a fine serata, si esce devastati.

Abbiamo chiesto direttamente alla compagnia del Comteatro: cosa si deve aspettare uno spettatore da uno spettacolo come Ladonnaseduta?

Ci si può aspettare di tutto!
Ladonnaseduta è uno spettacolo spiazzante, ci sono momenti esilaranti e allo stesso tempo di commozione. Lo spettatore non sa dove mettersi, a volte, perché si ridi e si piange. Come detto, tutto è possibile.

Più che una storia, lo spettatore osserva un precipizio di anime e di affreschi umani; i personaggi escono da una storia tragica per tuffarsi nell’orrido e per riemergere carichi di santità. Ma chi sono i personaggi che ruotano attorno Ladonnaseduta?

Una dopo l’altro, sfilano le surreali figure di Copi; topi sfuggiti da centri medici, farfalline in attesa della morte, una lumaca in cerca della fede, un pollo piagnucoloso, un marito violentato in metropolitana, una figlia con cui parlare di sesso, Irina e sua madre, un coniglio un pò farfallone che tenta un approccio con la donna seduta, il figlio cieco che per il compleanno vuole il suo Asterix in scritta braille…

Ok, ok… abbiamo capito.
Allora possiamo anticipare che questi personaggi elemosinano parole con cui poter parlare con Ladonnaseduta ma c’è anche chi farebbe il diavolo a quattro pur di darle la battuta.

Però in tutto questo, Ladonnaseduta, non sta solo seduta?

Assolutamente!
Lei assiste, commenta, combatte, danza e si dimena per trovare una morale che possa andare oltre quello stare sulla propria sedia; litiga con il suo creatore, lo definisce intellettuale e lo fa per insultarlo.

Come affrontate, a distanza di anni e la maturità artistica di oggi, lo spettacolo Ladonnaseduta e quali le novità (se ce ne sono) rispetto alla precendente versione?

Non ci saranno cambiamenti, forse solo un passaggio di un nuovo personaggio ma solo un’immagine. Ladonnaseduta ha mantenuto, fin dalle prime prove, la sua freschezza e il suo umorismo. Mentre gli attori, chiaramente, hanno acquisito più consapevolezza in questi anni di lavoro.

Come potremmo descrivere il mondo di Copi?

È un’umanità davvero irreale, ma che ha in comune con noi il disagio di chi non ha una collocazione nella comunità, di chi non sa dove mettersi.
È un’umanità oltre ai sessi e le identità in un universo perennemente transgender e folle, topi che parlano, transessuali che partoriscono…

Perché in Italia Copi è poco rappresentato?

La chiave maggiore nel teatro di Copi è il sesso, forse l’Italia è un paese ancora un po’ cattolico, sta di fatto che resta un mistero anche per noi la poca rappresentazione.
Anche perché non è un sesso religioso, non è un sesso sociale, non è un sesso di identità o di ribellione, Copi non se ne serve per definirsi o affermarsi in un mondo ostile. Se ne serve per inventare un rapporto poetico con il mondo, mescolando alla grandezza lirica e il linguaggio popolare; il mondo della malavita e il mondo della solitudine, l’ironia e l’auto derisione.

Una domanda che si ripete spesso nei miei articoli (secondo me aiuta molto i lettori) cosa vorreste che si portasse a casa lo spettatore dopo aver visto Ladonnaseduta?

Oltre al divertimento, ci si interessa all’essere umano, alle sue sfaccettature e debolezze, alle sue pieghe più intime e nel nostro sguardo c’è una compassione per queste figure ai margini del reale ma così simili a noi. È ancora una volta l’umano a colpirci e questo umano sognato e trasognato ci emoziona sempre.

seduta_2Ph: Roberto Rognoni

E noi di StarsSystem amiamo particolarmente sognare e emozionarci. Lo spettacolo Ladonnaseduta ci sedurrà in modo definitivo;
perché Lei è vera fino al midollo,
perché ogni gioco è spinto fino all’eccesso
perché segue regole che nella realtà non hanno alcun senso
… e forse perché è a Lei che Copi – ci svela Claudio Orlandini – osa confessare, esorcizzandole, le angosce che hanno caratterizzato la sua vita.

Buona visione

Foto in apertura: Margherita Busacca