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L’identikit è quello di una sensibile e raffinata attrice qual è Bruna Serina de Almeida.

in scena dal 23 giugno al 09 luglio 2016
Teatro Litta / Corso Magenta 24 – Milano

con lo spettacolo
Identikit di una donna
di Valeria Cavalli e Antonio Syxty
regia Antonio Syxty
con Caterina Bajetta e Guglielmo Menconi.

La città è in bianco e nero, perché il colore sembra essersi cancellato.
La città è Milano.
Nel 1960, ma anche e soprattutto nel 2016,
due donne camminano vicine, ma senza toccarsi.
Forse si amano, ma tanto non ci sono testimoni ai loro sentimenti.
Forse entrambe amano o hanno amato lo stesso uomo.

Forse…

Cosa certa è che Identikit di una donna è uno spettacolo ispirato e dedicato all’opera cinematografica di Michelangelo Antonioni e noi di StarsSystem, appassionati da sempre del cinema di Antonioni, per toglierci ogni dubbio, abbiamo incontrato Bruna Serina de Almeida.

Nata a San Paolo in Brasile, a soli 16 anni arriva in Italia per non lasciarla più. Bruna inizialmente si dedica alla moda e subito dopo approda in TV, ma ad adottarla è il teatro.

Bruna, diventata mamma da poco tempo, ci accoglie con la sua piccola in braccio – è bellissimo vedere un padre che lotta per la propria figlia e per il suo territorio – Di cosa stia parlando Bruna lo scoprirete solo andando avanti con la lettura di questo articolo.

Ma procediamo per gradi.

Cosa ci dobbiamo aspettare dallo spettacolo Identikit di una donna?

Ti posso anticipare che se uno spettatore viene e cerca una storia, ne rimarrà deluso mentre un appassionato di Antonioni potrà godere delle sue parole, della sua vita, del suo pensiero ma soprattutto il suo modo di vedere la realtà (Antonioni osservava la realtà e la ribaltava attraverso i suoi film).
Assistere ad uno spettacolo come Identikit di una donna è come trovarsi dentro una bolla e se tu spettatore accetti, ma soprattutto raccogli tutto quello che ti arriva, arriverà sicuramente il pensiero di Antonioni e la sua visione della realtà.

All’interno dello spettacolo Identikit di una donna verranno videoproiettate scene dei suoi film?

Assolutamente sì.

Quali, se posso?

Ci saranno momenti tratti da: L’eclisse (1962), Il deserto rosso (1964), Zabriskie Point (1970), La notte (1961) anche se in realtà in questo caso si “sentirà”, più che vedere, una scena tratta da La notte e poi Professione: reporter (1975).

Oltre ai film cosa c’è di Antonioni nello spettacolo Identikit di una donna?

Lo sguardo. È molto centrale, in questo lavoro, lo sguardo di Antonioni.

Possiamo dire che è uno spettacolo cinematografico?

Identikit di una donna non è uno spettacolo “classico”, mi viene da dire quasi una performance. Noi attori, non abbiamo un ruolo preciso, di fatti ci chiamiamo con i nostri nomi e grazie alla drammaturgia curata da Valeria Cavalli e Antonio Syxty tutti gli identikit piano piano si riveleranno.

Ad esempio possiamo anticipare che le due donne in scena, diverse tra loro, sono la stessa persona?

Chissà. Il dubbio ti viene come, a fine serata, molte le domande che gli spettatori si porranno. Ma Identikit di una donna tenderà più a dare delle ipotesi.

La recitazione sarà cinematografica?

Diciamo che sarà una recitazione più intima, complice l’utilizzo dei microfoni. Ma non saremo microfonati, utilizzeremo il classico “gelato”.

Bruna sogna il cinema?

Avrei la curiosità di provare.
C’è da dire che la base della recitazione è la stessa, ma cambiano i tempi di preparazione rispetto al personaggio che vai ad interpretare e questa cosa mi incuriosisce. Chiaramente non tutto il cinema mi attira, ma un certo tipo di cinema sì.

Ad onor del vero recitare davanti ad una telecamera non dovrebbe spaventarti visto che ancora oggi sei testimonial di molti spot pubblicitari.

Ho cominciato con la televisione, come conduttrice, poi mi sono aperta al teatro. In qualche modo la telecamera non mi ha mai spaventato.

Recitare davanti ad un pubblico o davanti a una telecamera sono due modi diversi di approcciarsi o sbaglio?

Devi sapere che quando lavoro a teatro cerco sempre di creare una mia intimità, nonostante il pubblico, cerco di non sentirlo né di essere coinvolta dalla loro presenza. Questa intimità la riporto anche davanti ad una telecamera.

La bimba di Bruna comincia a piangere e prontamente arriva il suo compagno Marco Oliva, protagonista dello spettacolo Ladonnaseduta di cui vi abbiamo parlato qualche settimana fa.

Marco porta, con sé, la piccola in giardino.

Bruna e Marco nel 2012 hanno fondato il Centro Studio Oltreunpò Teatro. Oggi con il loro Centro sono impegnati in una importante battaglia con il Comitato NO inceneritore a Retorbido.

Grazie a questo incontro è nato uno spettacolo – ci racconta Bruna – che nella sua semplicità ha raccontato quello che sta accadendo da queste parti.
Ci sono, in giro, tanti spettacoli che non dicono niente e poi ci sono spettacoli, come il nostro, con il bisogno e il desiderio di informare le persone rispetto a come stanno effettivamente le cose.
Non ti sto a spiegare tutta la questione della Pirolisi visto che dovrebbe essere un inceneritore sperimentale di cui nessuno sa le conseguenze, ma tutto quello che c’è di dimostrabile, non ne parla bene.

Dopo il successo del loro spettacolo, Marco Oliva è stato il direttore artistico di una manifestazione, sempre nell’ Oltrepò Pavese, cui hanno aderito artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Enzo Iachetti e Giobbe Covatta.

Molti teatri sono sovvenzionati – conclude Bruna – quindi certe tematiche è meglio non affrontarle, noi invece siamo una compagnia libera e diciamo NO inceneritore a Retorbido perché la realizzazione di questo inceneritore cambierebbe il territorio, per le sue dimensioni, e la vita di tante persone.
Tutto quello che abbiamo sollevato, ad oggi, è merito di Marco, è bellissimo vedere un padre che lotta per la propria figlia e per il suo territorio.

Beh che dire, effettivamente quanti di voi vorrebbero vivere di fianco ad un inceneritore?
Quanti di voi acquisterebbero un vino prodotto di fianco ad un inceneritore?
E quanti di voi darebbero da mangiare ai propri figli la frutta cresciuta di fianco ad un inceneritore?

Non possiamo fare come a Striscia la Notizia “il nodo” per ricordarci che torneremo presto a parlare di questo tema, dando le giuste risposte a queste domande, forse anche grazie al prossimo spettacolo del Centro Studio Oltreunpò Teatro. Ma essendo noi una testata giornalistica, anche se non cartacea, virtualmente facciamo “l’orecchia”.

Nel frattempo tutti a teatro perché a noi di StarsSystem piace tanto quando il teatro diventa socialmente utile, perché torna ad essere un luogo di aggregazione e di ritrovo, nel quale riflettere insieme… cosa che con il tempo un pò si è perso.

Andiamo a scoprire l’Identikit di una donna e che donna!

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