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Con l’inizio del nuovo anno il Teatro Martinitt di Milano pone la classica domanda che ogni donna si fa almeno una volta nella vita (siate oneste, più di una volta!): l’uomo perfetto esiste? C’è da dire che le donne, negli ultimi anni, sono diventate sempre più esigenti in fatto di uomini… lo vogliono alto, ricco, bello, gentile, romantico, passionale, protettivo ma, quando serve, anche vulnerabile. Diciamoci la verità, questo uomo perfetto non esiste… o forse sì? Di sicuro L’uomo perfetto sarà a teatro e proprio per questo noi di StarsSystem abbiamo girato la domanda al regista dello spettacolo, Diego Ruiz.

L’UOMO PERFETTO
dal 30 gennaio al 16 febbraio 2020
Teatro Martinitt
Via Pitteri 58 – Milano
di Mauro Graiani e Riccardo Irrea
regia di Diego Ruiz
con Gianclaudio Caretta, Milena Miconi, Nadia Rinaldi

Sinossi

Trovare l’anima gemella, oggi, sembra un lontano miraggio o peggio una leggenda metropolitana, ma prima o poi l’uomo perfetto solcherà la soglia di casa vostra. Intanto, però, l’orologio biologico fa tic tac. Forse è meglio costruirselo, questo benedetto uomo perfetto. Forse bisognerebbe essere degli ingegneri genetici per mettere, in un unico individuo, le caratteristiche che ogni donna vorrebbe vedere in un uomo.

Diego ti ringraziamo per aver accettato il nostro invito e ti chiedo subito quali sono le caratteristiche de’ L’uomo perfetto che vedremo al Teatro Martinitt?

È un uomo completamente servizievole; non giudica, non si interessa di calcio, soddisfa tutti i piaceri delle donne e tutte le loro esigenze. L’uomo ideale. Però, dopo, scopriremo che in realtà questo uomo “perfetto”, per essere così perfetto, non può che essere un robot. In realtà un robot con un’anima.

Tutta questa perfezione, alla fine, non verrà a noia alle nostre protagoniste?

Eh già, ad un certo punto il nostro uomo perfetto diventa, nel secondo atto dello spettacolo, noiosissimo.

Quello che dico sempre io è: meglio innamorarsi dei difetti che dei pregi di una persona… troppo comodo. Ma le donne, oggi, sono sempre più esigenti. Le nostre protagoniste come e chi sono?

Sono due sorelle, completamente diverse tra loro. Maria Eugenia (Nadia Rinaldi) è la sorella più razionale, se vuoi anche più cinica e con i piedi per terra. Infatti Maria Eugenia considera questo uomo perfetto un robot (interpretato da Gianclaudio Caretta). È vero ha le caratteristiche dell’uomo ideale, ma resta comunque un robot, anche se alla fine cambierà idea. Il personaggio interpretato da Milena Miconi è Velia, un’attrice di soap opera molto concentrata su sé stessa, frivola e superficiale. Ha avuto tante storie d’amore con uomini sbagliati, fino ad arrivare a rinunciare agli uomini stessi. Maria Eugenia le comprerà un robot che possa soddisfarla in tutto e per tutto, ma ben presto Velia, di questo uomo senza difetti, si annoierà.

Chi esce vincitore da questo spettacolo, l’uomo o la donna?

La partita finisce con un pareggio, perché alla fine si parlerà dell’umanità in generale. Non è uno spettacolo al femminile, assolutamente no, perché questo robottino è protagonista quanto le due sorelle. Non ci sono né vincitori né vinti. Come piace a me. Di questo spettacolo non sono l’autore ma ho amato moltissimo questo testo da subito, perché non c’è una lezione di vita. Sono convinto che gli autori non debbano dare lezioni di vita. Lo scopo degli autori soprattutto di una commedia leggera come L’uomo perfetto, perché di questo si sta parlando, è quello di aprire interessanti argomenti di discussione per niente banali anche se alla portata di tutti. L’uomo e la donna a fine spettacolo si confronteranno indirettamente e basterà questo confronto per risolvere alcuni problemi. A volte basterebbe solo parlare.

Non siamo più abituati a parlare, ormai comunichiamo più con i like oppure se non mi piaci più, via ti tolgo l’amicizia o ti blocco.

Esatto!

A proposito di autori. Mauro Graiani, autore de’ L’uomo perfetto con Riccardo Irrea, è anche un regista ma soprattutto è il marito di Milena Miconi. Tu sei il regista dello spettacolo (noi ti conosciamo anche come attore), hai avuto qualche difficoltà nell’entrare nel mondo di Mauro e Milena, molto coinvolti nello spettacolo?

Mah sai, (ride, ndr) io e Milena abbiamo fatto uno spettacolo che ho scritto apposta per lei, abbiamo girato l’Italia per due anni instaurando un bellissimo rapporto d’amicizia fatto di tante confidenze. Lo spettacolo è venuto dopo. Quando ho letto il copione era molto cinematografico (Mauro è principalmente uno sceneggiatore cinematografico) ed io l’ho adattato per il teatro, semplicemente perché cinema e teatro hanno due linguaggi diversi. Alla fine è stato un lavoro di squadra, visto che nella vita privata sono molto affiatato anche con Mauro. Tornando alla tua domanda, no non ci sono state difficoltà, assolutamente. Ti posso anticipare che nel frattempo, visto il successo dello spettacolo, Mauro ha scritto la versione cinematografica, in questo momento al vaglio di alcune produzioni. Diciamo che presto potremmo vedere L’uomo perfetto sul grande schermo.

Incrociamo le dita.

Sì. Se pensi che tutto questo è nato da una semplice chiacchiera in salotto!

Forse sono i progetti vincenti, quelli nati senza malizia, quelli che portano in scena il piacere di raccontare una storia.

Quando si creano dei bei gruppi di lavoro, quando le persone sono in sintonia tra loro… alla fine tutto questo traspare anche in scena e il pubblico lo coglie.

Oltre questo, cosa vorresti che il pubblico si portasse a casa a fine serata?

Questo spettacolo, che apparentemente nasce per essere brillante e per far ridere sui difetti di uomini e donne e soprattutto delle donne, ogni volta che sono andato a vederlo (sono tre anni che lo portiamo in giro per tutta l’Italia) mi sono accorto che a fine serata gli spettatori ne parlano. L’uomo perfetto ha la capacità di aprire tutta una serie di file che noi diamo per scontati ma che scontati non sono. Questo spettacolo ti stimola da aprire un dibattito.

Mi dici un file che potrei aprire?

Il concetto di idealizzazione della persona perfetta. Ognuno di noi è alla ricerca di questa perfezione perché vorrebbe avere al suo fianco una persona perfetta, ma poi ti rendi conto che questa persona non esiste e se dovesse esistere alla fine ti annoierebbe, come nel caso dell’uomo perfetto. Un altro file è rappresentato dall’umanità del robot che ad un certo punto si rende conto di cosa sia il concetto di amore, come l’amore materno che lui non potrà mai avere né conoscere; per quanto possa essere stato programmato, alla fine si scopre essere il sentimento più puro che c’è. Anche l’epilogo finale, che però non ti svelo, è molto significativo.


No dai mica mi puoi lasciare così…

Quante volte nella vita, facciamo esperienze molto forti, che ci sembrano determinanti per tutta la nostra esistenza, poi passano un paio di anni e te ne sei completamente dimenticato… Ecco, l’importanza degli eventi nel presente deve avere la stessa importanza nel futuro. Credimi alla fine lo spettacolo ha un risvolto molto tenero, fino alla commozione, perché questo robot avrà dei valori umani che spesso noi umani dimentichiamo di avere.

Non so voi, cari lettori, ma io non vedo l’ora di andare a vedere lo spettacolo grazie a tutte queste interessanti premesse. A proposito, a chi è rivolto L’uomo perfetto? Non mi dire a tutti!

Ti devo rispondere proprio “a tutti”!

Allora chi vorresti che venisse a vederlo, assolutamente?

Se proprio devo dire chi vorrei che venisse a vederlo ti direi i giovani. Come attore giro tantissimo l’Italia, a teatro vedo sempre le platee piene di adulti…

Forse perché il teatro ha un costo che solo gli adulti possono permettersi?

Questo è vero in parte perché una partita di calcio, allo stadio, costa più di uno spettacolo teatrale eppure gli stadi sono pieni.

Touché… hai ragione!

In realtà il fattore costo incide fino ad un certo punto. Credo che il teatro debba essere sì un’operazione culturale, ma può anche essere intrattenimento, come L’uomo perfetto; questo però non vuol dire stupido perché intrattiene, anzi! Vorrei che venissero i giovani per rendersi conto che il teatro non è una ‘palla’ ma può essere puro divertimento. Un intelligente divertimento. Il teatro è evasione al pari di una partita di pallone o una cena al sushi. Anche i ristoranti sono sempre pieni e costano di più del teatro.

Concludendo, il fattore costo è una scusa.

Sì. Forse questo concetto andrebbe sdoganato.

Forse, come dici tu, il teatro spaventa perché considerato una ‘palla’ a causa delle ‘palle’ stratosferiche che ci hanno fatto vedere a scuola?

Può essere. Se i giovani riscoprissero il teatro, come sano intrattenimento, che ti apre la mente, che ti fa riflettere e che stimola pensieri… alla fine sono convinto tornerebbero più volentieri. L’appetito vien mangiando e se dai ai giovani del buon cibo (quello per la mente) alla fine tornano. Per concludere la questione costo, è bene sapere che il teatro se costa è perché costa farlo. Sono coinvolte molte persone, non solo gli attori che salgono sul palco, ma tutte quelle figure che lavorano dietro le quinte…

Diciamo anche che il teatro ha dei costi vivi; le maschere, la biglietteria, gli uffici stampa, le pulizie, il riscaldamento, le luci…

C’è tutto un mondo che si nasconde dietro la parola teatro… e ti assicuro non naviga nell’oro.

Lo so, lo so! Sentendoti parlare sei un pò L’uomo perfetto?

Certo che lo sono! Non ho difetti.

Viva la sincerità

Scherzi a parte, cerco di essere perfetto, anche perché non lo sono assolutamente, per carità! Nella mia vita ci sono due valori molto importanti; la correttezza e il rispetto che cerco di perpetuare da sempre. Chiaramente prendo un sacco di delusioni perché mi aspetto la stessa cosa dagli altri ma non è sempre così. Nella mia vita ho sempre avuto questo pallino; essere una persona perbene. Per me la perfezione non esiste, ma è abbastanza vicino all’essere perbene.

Ti va di dare l’appuntamento ai nostri lettori con lo spettacolo L’uomo perfetto?

Assolutamente sì. Gianclaudio Caretta, Milena Miconi e Nadia Rinaldi vi aspettano al Teatro Martinitt di Milano per tre settimane dal giovedì alla domenica (dal 30 gennaio al 16 febbraio 2020). Vi divertirete, vi commuovere e probabilmente, anzi sicuramente, grazie a L’uomo perfetto tornerete a teatro, perché una volta che ti innamori non puoi più farne a meno.

Diego, a questo punto aspetto La donna perfetta!

Difficile quella… vedremo!

Ringraziando Diego Ruiz per questa interessante e divertente chiacchierata, vi consigliamo di andare a trovare l’anima gemella, perché L’uomo perfetto esiste si, ma solo al Teatro Martinitt.