Cecilia Rodriguez
30 Novembre 2015
Flumen
2 Dicembre 2015

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Di Botho Strauss
Regia di Peter Stein
Con Alessandro Averone, Martin Chishimba, Maddalena Crippa, Martino D’Amico, Michele De Paola, Arianna Di Stefano, Gianluigi Fogacci, Paolo Graziosi, Orlando Lancellotti, Pia Lanciotti, Laurence Mazzoni, Andrea Nicolini, Silvia Pernarella, Graziano Piazza, Daniele Santisi, Fabio Sartor e Samuele Valera.

In scena fino al 6 Dicembre 2015
Piccolo Teatro Strehler / Largo Antonio Greppi, 1 – Milano

Der Park (il parco) è una tragicommedia, molto visionaria, che Botho Strauss scrisse appositamente per Peter Stein nel 1983 – ci anticipa Silvia Pernarella una delle giovani protagoniste dello spettacolo e che abbiamo raggiunto telefonicamente prima del debutto milanese – e fu messa in scena dalla Schaubühne am Lehniner Platz, per la regia dello stesso Stein, nel 1984 con Bruno Ganz e Jutta Lampe.

In questa particolare versione teatrale il fato, visto che stiamo parlando di una bellissima favola onirica, ha voluto che Silvia interpretasse lo stesso ruolo che le affidò Luca Ronconi. Nella versione di Botho Strauss Ermia è più vicina a Elena, ribattezzata Helma ossia l’insieme delle due giovani amanti del testo di Shakespeare.

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Ma facciamo un passo indietro

2008
Silvia Pernarella, neo diplomata al Piccolo, passa il provino per lo spettacolo I Demoni di Dostoevskij regia del GRANDE Peter Stein (spettacolare operazione), ma nello stesso periodo un altro GRANDE, scomparso quasi un anno fa, Luca Ronconi la scelse per la compagnia dei giovani del Piccolo Teatro di Milano.
Fu così che Silvia debuttò nello spettacolo Sogno di una notte di mezza estate nel ruolo di Ermia con la regia di Ronconi.

2015
Silvia, ritorna al Piccolo, con lo spettacolo Der Park tratto da Sogno di una notte di mezza estate nel ruolo di Helma.

Com’è avvenuto il tuo incontro con Peter Stein?

Ero a Siracusa, impegnata nelle tragedie greche, nella mia segreteria telefonica sento un messaggio, ma non si capiva bene a causa di un forte accento straniero. Ho subito pensato ad uno scherzo di qualche macchinista che ci stava provando.
Il giorno dopo, prima di cancellare il messaggio l’ho riascoltato, fortunatamente, e sul finire sento: “Mi piacerebbe incontrarti. Peter Stein”
Ho riascoltato il messaggio ben 4 volte!

Incontrare Peter Stein è successo in un momento in cui la mia vita stava cambiando. Sarà capitato sotto una buona stella, non lo so, ma certo è che è stato uno di quegli incontri che ti cambiano.

Cosa dobbiamo aspettarci da Der Park?

Lo spettacolo non è semplice, perché ci si può perdere come in un sogno. Tutto ruota attorno alla storia di Oberon e Titania intenti a visitare, di notte, un parco di Berlino. Parco, completamente frainteso dagli dei che credono di trovarsi in uno spazio mitico mentre invece si ritrovano all’interno di una natura umanizzata.
Oberon e Titania vorrebbero ricondurre l’umanità alla riconquista dell’armonia perduta rimettendo in contatto gli uomini con la loro parte passionale ed erotica. Ma il sogno diventerà ben presto un incubo.
Come un incubo è stata la travagliata storia legata allo spettacolo Der Park

Sicuramente legata ai finanziamenti, visto che si investe sempre meno sulla cultura.

… Stein ha rinunciato al suo compenso pur di realizzare Der Park come lo voleva lui, desiderio condiviso da tutti; dai tecnici agli attori, dall’amministratore agli stessi del Teatro di Roma per portarlo qui al Piccolo.

 

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Cosa rappresenta per te Der Park?

È uno spettacolo che mi ha permesso di tornare a calcare i grandi palcoscenici. In questi anni sono passata dal teatro IN al teatro OFF, per tornare al teatro IN.
Non bisogna etichettare, qui mi riferisco a molti giornalisti, gli attori perché non c’è nessuna differenza nel recitare su di un palco di un teatro OFF, davanti a 10 spettatori, o recitare su di un palco di un teatro IN, come il Piccolo, davanti a 900 o 1000 spettatori. Siamo attori e questo è il nostro lavoro.

Lavorare con un grande come Peter Stein com’è stato?

Peter Stein è tedesco.
È un regista completamente disinteressato dalla politica di certi meccanismi; compromessi o raccomandazioni. C’è una pulizia in lui che è raro trovare in Italia, dove invece c’è sempre sotto un “complotto”. Stein ha un’integrità, sia come uomo che come regista, che io personalmente aspettavo da anni di incontrare.
Persona intelligentissima. E poi suona la chitarra benissimo, è simpaticissimo, anche se potrebbe sembrare freddino ma ha un cuore e una generosità immensa.
Esperienza bellissima, sono molto contenta.

Ci voglio più persone intelligenti nel teatro.

Manca l’intelligenza oggi, sono le persone intelligenti che ci possono salvare. Ci vogliono persone che sappiano riflettere, che si pongano domande, che non cerchino soluzioni facili perché si deve andare in scena.
Peter Stein è questo, una persona che si pone delle domande. E questo è Der Park.

 

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Però il teatro OFF non l’hai abbandonato.

È vero. In questo periodo lavoro parallelamente in uno spettacolo dal titolo Dioniso scritto e diretto da un altro uomo fantastico Igor Sibaldi un vero filosofo della parola. Spettacolo che non è in cartellone ma che portiamo nei vari teatri o spazi che ci danno la possibilità di andare in scena.

Il teatro OFF è il teatro che piace tanto a noi di StarsSystem. Però un nostro consiglio spassionato è di andare a vedere Der Park per tutti i motivi che vi ha anticipato la brava e bella Silvia. Ma soprattutto perché assisterete ad uno spettacolo con la regia di uno degli ultimi maestri vivente del teatro mondiale.

4 ore e 30 minuti (compresi due intervalli) di spettacolo dove lasciarsi sprofondare e dove vi risveglierete più storditi che mai cercando di ricostruire cosa sia realmente accaduto.

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A tutti voi auguriamo una buonanotte.
Lo spettacolo è finito.
Se saranno stati bravi,
battete loro le mani
e Puck vi assicura che sarà molto meglio,
domani.