Giovanni Franzoni: Caro George, ti racconto una storia…
29 Aprile 2016
C’era una volta Twin Peaks
29 Aprile 2016

mixner_1

Sul termine “minoranza” si sono espressi filosofi, politici, artisti e, nel mondo contemporaneo, chiunque. C’è chi, niente meno che l’ex ministro israeliano degli Esteri, argomenti su questa parola affermando che “come trattare le minoranze rappresenti il più grande problema del XXI secolo”.

Un approccio più trascendentale è stato quello espresso da un filosofo romantico, che disse “ogni cosa intelligente sta nella minoranza”. Un noto cineasta italiano, con un sofisticato gioco di parole, in un suo lungometraggio ha affermato: “Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza.”
Nel nostro paese una minoranza che ultimamente ha fatto molto discutere è quella LGBT (Lesbica, gay, bisex, trans gender): per molti scomoda, chiassosa, pretenziosa ed immorale; per altri ispiratrice, autentica, civile e troppo bistrattata.

In particolar modo c’è stato un dibattito acceso riguardo alla proposta di legge sulle unioni civili tra persone LGBT di Monica Cirinnà, che il prossimo nove maggio 2016 sarà discussa nell’aula della Camera.
Curioso come, nonostante in molti in Italia dichiarino di essere LGBT, queste stesse persone, talvolta anche celebrità, non si uniscano al coro di richiesta di diritti civili. Al punto che viene da pensare che l’identità LGBT nel nostro paese non esista, o meglio, non sia ancora ben definita.

Ci divertiamo a coniare neologismi come “metrosexual”o “sapiosexual”, certamente per giocare, ma ancora parlare di come alcune persone concepiscano l’amore scatena reazioni anche spesso violente negli animi del popolo italiano.
Il teatro Elfo Puccini di Milano ha voluto esprimere la propria posizione su questa delicata e complessa tematica sociale ospitando l’unica tappa italiana dello show di David Mixner, dal titolo “Oh! Hell no!”.
Era davvero necessario, oggi più che mai, ascoltare la vita di questo americano che si è battuto da sempre, con coraggio e con amore, in nome delle minoranze.

David Mixner è un corpulento uomo anziano che ha militato in politica e negli ambienti altolocati di Hollywood per cinquant’ anni, ma soprattutto è stato un pioniere dei diritti GLBT, oltre che di quelli degli afroamericani.
Nei novanta minuti di durata del suo intimo “One Man ShowMixner inizia raccontando la ferita ancora aperta di quando il padre lo disconobbe quando gli confessò la sua natura omosessuale, oppure di come la polizia facesse delle retate per fermare le cene tra omosessuali mentre studiava al college, e poi degli anni in California.
Memorabile la frase che disse a Ronald Reagan per far impedire che passasse una legge che vietava ai gay di insegnare nelle scuole: “Ci sarà l’anarchia nelle scuole! Gli studenti per non studiare diranno “quell’insegnante è omosessuale!”. Reagan fu convinto dalle sue abili parole e si oppose pubblicamente sui media a questa proposta di legge, che successivamente non passò.

Certamente un racconto dal sapore agrodolce: eppure si ride grazie alla sua maestria di linguaggio e arte diplomatica in episodi come questo, e ci si commuove durante il racconto degli anni in cui esplose l’AIDS e di come perse il compagno. Ci si indigna quando racconta promesse mai mantenute di Bill Clinton quando si trovava nel suo entourage durante la campagna presidenziale e sembra essere giunti al lieto fine quando, dopo anni anche di guerriglia urbana del movimento LGBT, si giunse in America alla legge sui matrimoni gay di Barack Obama.
Il lieto fine non c’è in quanto in America nello stato del Mississippi da poco con una legge bislacca si inneggia alla “libertà religiosa” dicendo che i medici e i liberi professionisti hanno il diritto di rifiutare trattamenti medici o di servire nei ristoranti le persone LGBT.
David Mixner, una delle più influenti personalità GLBT a livello mondiale, sul finire del suo spettacolo, ci ha ricordato una sola grande cosa: “L’unico crimine è stare in silenzio!”.

Lorenzo Sabatini