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By Fabrizio Imas
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Dopo il successo ottenuto al Teatro Ghione di Roma lo spettacolo “Certe Notti” si sposta al al Teatro Nino Manfedi di Ostia, dove rimarrà in programma dal 21 febbraio al 5 marzo.

Lo spettacolo di Antonio Grosso è diretto da Giuseppe Miale Di Mauro. Sul palco insieme allo stesso autore anche Rocio Munoz Morales, transitata sul palco dell’Ariston per l’ultimo Festival di Sanremo assieme al compagno Raoul Bova. Nel cast anche Ciro Scalera, Antonello Pascale, Ariele Vincenti e Federica Carruba Toscano.

Certe Notti è uno spettacolo aperto a voli pindarici che le parole di Grosso riconducono subiro a una realtà fatta di corpi, anime e sentimenti. Il tono brillante, i tratti dei personaggi, i loro rapporti, le loro storie che s‘intrecciano in vari modi, le risate, le riflessioni, l’ironia, la cattiveria, sono la vita che permea dalla narrazione dell’autore. Quella vita che – in certe notti – sembra non riuscire ad arrivare all’alba. L’alba di un esame che certe vite sembrano non riuscire a superare.

La sceneggiatura vede cinque universitari condividere gli spazi della Casa dello Studente e vivere in quel limbo che separa il giovane dall’adulto. Continuamente alle prese con i loro problemi esistenziali e un futuro dalle tinte troppo sbiadite per essere visto con ottimismo. Il tutto sempre coronato da una patina d’ironia che attraversa come un filo rosso tutto lo spettacolo. E poi c’è un professore infame, autoritario e cinico, simbolo di una società che abusa di un potere acquisito per discendenza diretta e chiude le porte in faccia ai giovani al grido di: “Qui comando io e tu non sei nessuno!”.

Al di là delle risate – tante – la lettura di questo testo ha degli spunti esistenzialisti notevoli: l’università come simbolo di una generazione bloccata, che fatica a superare l’esame della vita, e resta inchiodata in certe notti insonni che sembrano non finire mai. Una situazione di stallo alla quale seguirà un terremoto che rimescolerà  le carte e farà ricominciare il gioco della vita.