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Nasce a Parma, si Diploma allo Stabile di Genova. È stata protagonista di diverse fiction tv tra le quali Provaci ancora Prof., Fuori classe, Nero Wolfe e il più recente Camera Cafè. Di numerosi spettacoli teatrali; Italia Anni 10, Le Poveracce, Settimo, La Fabbrica e il lavoro, Tinello italiano fino ai più recenti della Compagnia Orfeo; Idoli, Thanks for Vaselina e Animali da Bar.

La conosciamo dal lontano 2009 grazie allo spettacolo clownesco e d’indagine sul tema della morte Tanti Saluti di Giuliana Musso. Nel 2016, complice la sua straordinaria interpretazione nello spettacolo Thanks for Vaselina, vince il Premio Mariangela Melato, mentre con Animali da Bar è stata nominata al Premio Le Maschere del Teatro. Non solo, ha ricevuto un grande consenso personale nel film La pazza Gioia regia di Paolo Virzì.

Stiamo parlando della strepitosa e pazzesca Beatrice Schiros in scena con:

COUS COUS KLAN

fino al 31 dicembre 2017
Teatro Elfo/Puccini – SALA SHAKESPEARE / Corso Buenos Aires, 33 – Milano

al 10 al 28 gennaio 2018
Teatro Eliseo / Via Nazionale, 183 – Roma

di Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi
con Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi

Subito dopo la visione dello spettacolo , galvanizzati nuovamente dalla straordinaria bravura di Beatrice, l’abbiamo fortemente voluta incontrare.

 

Beatrice tu sei la punta di dimante della compagnia teatrale Carrozzeria Orfeo, quando e com’è avventuto il vostro incontro?

L’incontro con Carrozzeria Orfeo è avvenuto in un laboratorio che loro tenevano a Milano, ormai 5 anni fa, che io andai a seguire perché un’amica mi informò della loro esistenza e me ne innamorai subito. Mi innamorai del loro modo di fare teatro senza aver visto nulla dei loro spettacoli , ma non sono la punta di diamante perché siamo TUTTI dei diamanti!

 

Hai perfettamente ragione siete tutti diamanti preziosi del nostro teatro, e non solo, visto che con lo spettacolo Thanks for Vaselina è scoppiato il caso Carrozzeria Orfeo e grazie allo spettacolo è nato il film (capita raramente, ma ogni tanto capita!). Puoi darci qualche anticipazione?

Il film Thanks for Vaselina uscirà nel 2018. Quando? ancora non lo sappiamo, è stata un’esperienza meravigliosa e il risultato è ottimo, ma questo ce lo dirà poi il pubblico che andrà al cinema! Mio marito nel film è Luca Zingaretti con cui mi sono trovata in perfetta sintonia sia umanamente che lavorativamente.

 

Cosa dobbiamo aspettarci da Cous Cous Klan?

Chi può dirlo!

Ambientato in una piccola comunità di senzatetto fatto di roulotte fatiscenti e macchine abbandonate, Cous Cous Klan è un universo abitato da sei esseri “disumani” alla deriva, dove il divario tra i ricchi e i poveri è sempre più evidente; i ricchi vivono protetti all’interno delle recinzioni, mentre i poveri tentano di sopravvivere al di fuori di esse lottando ogni giorno contro la mancanza di cibo ma soprattutto di acqua, ormai privatizzata. Carrozzeria Orfeo ha costruito una drammaturgia provocatoria, linguaggio diretto e colorito, dove fotografa stati d’animo portati all’esasperazione. Per quanto riguarda l’interpretazione attoriale siamo a livelli altissimi.

 

Con lo spettacolo Cous Cous Klan preferite fotografare la realtà o metterla davanti ad uno specchio, riflettendola?

Lo spettacolo vuole fotografare la realtà per consentire al pubblico di riflettere su quello che accade intorno a lui, farci ragionare su tanti temi che viviamo sulla nostra pelle giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto!

 

Quanto amate creare, negli spettatori, dei cortocircuiti?

Sul creare dei cortocircuiti, occorre chiederlo al drammaturgo Gabriele di Luca, potrà darvi spiegazioni sulle sue creazioni!

(proveremo a ri-contattare Gabriele, visto che stiamo dando ampio spazio alla nuova drammaturgia, incrociamo le dita)

 

Chi è Olga?

Olga è una donna rom, di 52 anni, senza un occhio e con un sedere un pò massiccio, che vive con i suoi due fratelli (Caio, ex prete depresso e Achille, gay sordomuto, secondo noi bravissimo) in una roulotte e che desidera immensamente un figlio dal musulmano Mezzaluna! È una donna forte e fragile nello stesso tempo, rigida e tenera, a cui la vita ha dato poco! L’amore per Mezzaluna segnerà un riscatto per lei, una luce in quella oscurità che è la sua vita.

 

Qual è lo spettacolo della Carrozzeria Orfeo che ti ha messo più a dura prova e quale a cui sei più legata?

Quello che mi stanca di più, sia emotivamente che fisicamente è Thanks for Vaselina. Lì ho una gamma di emozioni, di stati d’animo, di cambi di direzione che sono sempre a mille. Temperature altissime, comico e drammatico in una mescolanza fortissima e sempre molto in scena, quindi tanto tanto parlato, mentre Animali da Bar e Cous Cous Klan mi permettono a volte di stare un passo indietro! Amo farli tutti, mi diverto tanto su tutti i personaggi; se mancasse il divertimento non ci sarebbe lo spettacolo!

 

C’è un ruolo che vorresti interpretare?

Non ho un ruolo che vorrei interpretare di preciso, vediamo quello che il futuro mi riserverà: attendo semplicemente con la speranza poi di riuscire a fare il mio lavoro sempre al meglio senza mai risparmiarmi!

 

In un teatro, fatto in prevalenza da uomini, per un’attrice quant’è faticoso emergere?

Per una donna è sempre difficile emergere in una realtà fatta di tanti uomini, e i testi teatrali offrono ruoli più agli uomini che alle donne. Per fortuna che la nuova drammaturgia offre una boccata di ossigeno anche per noi femmine e quindi sono speranzosa.

 

L’ultimo spettacolo che hai visto lo consiglieresti?

Ultimamente non sono stata a teatro perché siamo stati impegnati sul set del film e poi abbiamo iniziato le prove di Cous Cous Klan, però di spettacoli belli a teatro ce ne sono tanti, ho tanti miei amici/colleghi che lavorano in spettacoli interessanti e purtroppo ho anche tanti amici/colleghi talentuosi che non trovano lavoro perché la crisi soprattutto nel nostro settore ci sta mettendo a dura prova da anni. U n enorme peccato perché, come diceva Paolo Grassi:

“Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività. Noi vorremmo che autorità e giunte comunali si formassero questa precisa coscienza del teatro considerandolo come una necessità collettiva, come un bisogno dei cittadini, come un pubblico servizio alla stregua della metropolitana e dei vigili del fuoco”