Halloween: che film ci guardiamo?
30 Ottobre 2017
Milano e la pausa caffè
31 Ottobre 2017

By TiTo Ciotta
31 Ottobre 2017

Il Teatro Martinitt ha accolto sul suo palco (prima volta assoluta per Milano) la DivinAnna Mazzamauro in una commedia dal tipico humor francese, specchio dei nostri tempi e caratterizzata dall’eterno dubbio: essere o non essere?

Divina è adulata nella vita, Divina è idolatrata in tv, Divina è abbagliata dai riflettori e dal successo, non vede l’insidia dietro l’angolo ma quando la tegola si abbatte su di lei perde ancora di più il contatto con la realtà e si perde dentro un desiderio di vendetta. Divina è al culmine del successo quando viene licenziata perché vecchia. Molte donne si sarebbero giustamente incazzate, ma non Divina.

Divina ha carattere, Divina è una carogna, Divina è vendicativa: anziché disperarsi accetta suo malgrado il consiglio di un collaboratore, il quale la mette in contatto con un suo lontano amore. L’uomo è attualmente impegnato nella conduzione di un fallimentare programma di cucina, in coppia con una svampita che non ne combina una giusta.

L’indiavolata allora Divina cosa fa? Si ricicla al fianco dell’antico amore senza però abbandonare il divismo, il cinismo, la cattiveria e l’intero repertorio di nefandezze che lastricano la via del successo. Fin qui nessuna novità, stiamo parlando di televisione, è normale no? Ma quando la televisione viene messa in scena a Teatro la normalità, ahimè, diventa cliché. La divinAnna Mazzamauro, vestita con abitini ‘sobri’, fa la primadonna con naturalezza e nonostante le tante parolacce, forse per strappare un applauso a comando, riesce a non essere volgare. Nonostante la bravura di Anna Mazzamauro, la commedia in sé non mi ha convinto del tutto, complice una debole regia. Piccola curiosità: Divina, scritto inizialmente per Amanda Lear, sembra un abito cucito addosso a Anna Mazzamauro.

Divina
di Jean Robert-Charrier, adattata da Anna Mazzamauro
regia Livio Galassi
con Anna Mazzamauro, Massimo Cimaglia, Giorgia Guerra, Michele Savoia e Lorenzo Venturini

Fino al 5 novembre
TEATRO MARTINITT
Via Riccardo Pitteri 58, Milano