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By Fabrizio Imas
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Dopo il successo dello scorso anno, Alessia Navarro torna in scena al Teatro Quirino – Vittorio Gassman con l’opera teatrale che prende spunto dalla straordinaria vita dell’artista messicana Frida Kahlo. Dal 16 al 21 maggio interpreterà Frida Kahlo – Il ritratto di una donna di Alessandro Prete, Igor Maltagliati e Luca Setaccioli. Ad affiancarla sul palco saranno Gianluca Gobbi, Giulia Barbone e Giulia Santilli, diretti da Alessandro Prete.

Frida si configura come una pittrice simbolo dell’avanguardia artistica messicana del Novecento, personalità forte e complessa. Un nome che è rimasto impresso nelle menti non solo per le sue famosissime opere, ma soprattutto per essere stato icona dell’emancipazione femminile. In questa pièce vengono portati alla luce gli aspetti più intimi della donna.

Le sue vicissitudini interiori vengono raccontate non con una biografia realistica, ma attraverso i suoi quadri più celebri che in scena prendono vita nelle narrazioni su storie di donne, omaggio alla forza e all’identità femminile. Filo conduttore delle storie saranno i simbolismi presenti negli stessi quadri. A ogni gesto delle protagoniste corrisponderà una pennellata sullo sfondo, a ogni storia conclusa, un quadro compiuto. Il tutto avvolto da una danzatrice che contestualizzerà ancor meglio il tempo e lo spazio.

Inoltre saranno visibili, attraverso l’interpretazione degli altri attori, i vari personaggi che hanno accompagnato la sua vita. All’inizio vedremo una Frida Kahlo per come la conosciamo, mentre alla fine della rappresentazione emergeranno altre sfumature di lei, e ci sarà la celebrazione di quell’eredità che da pittrice ha lasciato alle donne, costituita per la maggior parte da forza e indipendenza.

Hai già portato in scena tu precedentemente lo spettacolo?

Sì, esattamente. Questo è il terzo anno consecutivo che interpreto Frida, e nel corso degli anni sono cambiati gli attori che accompagnano lo spettacolo. Ora abbiamo Gianluca Gobbi che è attivo sia teatralmente che cinematograficamente, poi c’è Giulia Barbone, Giulia Santilli e infine una ballerina fenomenale che balla a livello internazionale, in quanto parte del cast di Notre Dame de Paris.

 

Perché dovremmo venire tutti a teatro?

Perché chiunque avesse voglia di fare un viaggio a 360°, corporeo, visivo o empirico, in questo spettacolo può sostenerlo. È tutto multimediale, e le arti toccate sono tante: danza, prosa, proiezioni. Il visivo riempie davvero il teatro e i dipinti prendono vita. Questo è ovviamente uno dei modi per conoscere Frida, indipendentemente da ciò che si dice sul suo conto.

Eri già un’estimatrice di Frida prima di interpretarla?

Assolutamente! I miei studi teatrali son andati di pari passo con le ricerche che feci ai tempi dell’università proprio in Messico, posto in cui mi sono appassionata all’artista e in cui ho cominciato a pensare di portarla in scena. Comunque, sento che tutto questo mi provoca un grande senso di responsabilità perché vengo da due anni di successo di pubblico e critica. Ho ricevuto anche un premio, e anche se non posso svelare nulla vi dico che ce ne sarà un altro. La questione è che stiamo parlando di una figura realmente esistita, quindi non si scherza!

 

In che cosa ti senti più vicina?

Io sono una persona che lavora molto con la mente, e Frida ha dei moti cerebrali che sono pazzeschi e riesce ad esprimerli attraverso i quadri. Anche io, ad esempio, i miei picchi emotivi riesco a esprimerli attraverso l’arte. Ci unisce l’istinto ed il sacro fuoco per l’arte, ecco.

 

Dai un voto a Salma Hayek, che ha interpretato Frida al cinema nel 2002.

Lei è pazzesca. È riuscite a carpire quelle chiusure interiori e gli input che l’hanno contraddistinta. In più è anche Messicana. Le do un bel 8.

Ph: Massimiliano Fusco