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L’Elfo Puccini di Milano, roccaforte del teatro contemporaneo e della cultura meneghina, aggiunge una pietra miliare tra le sinergie con artisti contemporanei di fama internazionale. La stagione 2016/2017 aveva infatti visto il restyling del logo da parte di Mimmo Paladino. La stagione 2017/2018 è segnata da un dono dell’inglese Antony Gormley. Si chiama “Respira”, riflette circa l’idea della comunicazione teatrale ed è raffigurato con l’immagine di un corpo umano.

Non dimentichiamo la dicitura che accompagna questo luogo, ossia “Teatro d’Arte Contemporanea”, sottolineando così la sua vocazione di dare voce alle nuove generazioni così come ad artisti affermati. Trait d’union della stagione 2018 sarà l’amore per la storia. Un progetto ambizioso di espansione da qui al 2020 anima il teatro di Corso Buenos Aires.

Gli appuntamenti per il 2018 sono partiti con “L’acrobata” di Laura Forti con la regia di Elio De Capitani. Si tratta di una prima nazionale che racconta la tragedia della dittatura cilena e nasce dalla storia familiare dell’autrice dei testi.

A febbraio è stata la volta di “La moglie – Viaggio alla scoperta di un segreto”, di e con Cinzia Spanò, una delle attrici più affermate del panorama milanese, per la regia di Rosario Tedesco. Il monologo ha come protagonista Laura, personaggio ispirato alla moglie del fisico Enrico Fermi. A Los Alamos, nel deserto, mentre il premio Nobel lavora al Progetto Manhattan, la moglie, lontana da casa e dagli affetti, non può che interrogarsi sul mistero che avvolge le ricerche del marito.

Debutta il 20 marzo “Leonardo, che genio!”, di e con Elena Russo Arman, le cui lodevoli interpretazioni spaziano dagli autori classici a quelli contemporanei. Dopo Shakespeare a merenda, Russo Arman ci guida attraverso il mondo di Leonardo e la Milano degli Sforza. Arriva in scena la storia affascinante e tormentata del più grande uomo del Rinascimento che, fin da bambino, non ha mai temuto l’errore, spingendosi sempre oltre i propri limiti.

Il 18 aprile la prima nazionale de “L’Avversario”, spettacolo curato da Invisibile Kollettivo ed ispirato dall’omonimo romanzo di Emmanuel Carrère, scrittore, sceneggiatore e regista d’Oltralpe. Vicenda ambientata negli anni Novanta, narra di Jean-Claude Romand, assassino di tutta la sua famiglia che tenta poi, invano, il suicidio. Questa storia estrema è lo spunto di riflessione che indaga sul contemporaneo malessere e senso di inadeguatezza dell’uomo.

Grandi personaggi dunque, ma anche storie di gente comune, in questa sintetica ma essenziale anteprima della stagione 2018 che avrà luogo dietro i sipari di uno dei luoghi più all’avanguardia del teatro contemporaneo nazionale.