Elisabetta Gregoraci :”Mamma.. I will never be the same without you”

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Elisabetta Gregoraci

“Mamma.. I will never be the same without you”

slide-interna-alessandro-navaBy Alessandro Nava
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A volte succede. Bellezza, tenacia, umiltà e grande determinazione albergano in una sola persona. Incontrare Elisabetta è sempre un’esperienza esaltante. Organizzatissima, professionale e puntuale, la Gregoraci è esattamente come ti aspetti sia una perfetta self made woman.

Showgirl, conduttrice tv, testimonial e soprattutto mamma e moglie. A quasi 33 anni, la donna che ho davanti a me, può dirsi certamente cresciuta. Conoscendola, si ha la sensazione che tutto nella vita sia realizzabile, anche le favole. Ma mai senza una volontà di ferro.

Sono passati diversi anni dal tuo esordio nel mondo dello spettacolo. Avresti mai immaginato di essere oggi tra le celebrità italiane più famose nel mondo?

Sono davvero molto contenta di essere apprezzata e conosciuta anche all’estero, ma non credo di averci mai pensato. Ho fatto tante cose ma spero di farne ancora tante altre, con maggiore impegno, se possibile, rispetto a quando ero più piccola, quindi più immatura ed inesperta. Sai col passare del tempo acquisisci maggiore consapevolezza di te, una padronanza della professione e una conoscenza dell’ambiente che ti permettono di esprimerti diversamente e, quando questa maturità viene riconosciuta non solo nel proprio paese ma anche fuori, fa molto piacere.

Raccontaci dal principio…

Ho iniziato in Calabria con le selezioni per il concorso di Miss Italia. All’epoca il concorso mi sembrò essere la soluzione migliore per dare vita al mio sogno, anche perché non c’erano molte alternative. Vinsi la fascia di miss Calabria e quella di “Sorriso più bello d’Italia”. Avevo 17 anni. Dopo il concorso tornai a casa per diplomarmi, ma il mio sogno era fare spettacolo. Subito dopo il diploma sono andata a vivere a Roma dove, per mantenermi e mantenere la casa dove abitavo ho fatto la hostess e tanti altri lavori. Mi sono rivolta a diverse agenzie, ho fatto delle foto e decine e decine di provini. Il mio primo programma è stato “La casa dei sogni” con Milly Carlucci.

Immagino che per una giovane e bellissima ragazza, il mondo dello spettacolo eserciti un grande fascino, nonostante sia uno degli ambienti più competitivi ed ingenerosi che esistano. Qual è stato il momento in cui hai pensato: ”ok, ce l’ho fatta!”?

In realtà non l’ho mai pensato, dico davvero. Ma hai ragione è un ambiente molto competitivo, ci sono tante persone che sognano di fare questo lavoro. Ai casting ci sono decine, spesso centinaia di ragazzi e ragazze per un solo posto, non è stato semplice. Decisi di darmi un anno di tempo, se non fosse accaduto nulla, avrei cambiato i miei piani e invece ho iniziato a lavorare, a mantenermi e sono andata avanti.

In tantissimi nell’ambiente, sottolineano la tua grande professionalità e la tua inesauribile energia. Si tratti di un programma tv, di una sfilata o di un servizio fotografico, arrivi sempre puntualissima e preparata. Quanto hai desiderato fare questo mestiere e quanto credi sia importante la professionalità in un ambiente in cui, per lungo tempo, è sembrata non essere necessaria?

L’ho desiderato tantissimo, fin da bambina. Tranne un breve periodo, ma ero davvero molto piccola, in cui sognavo di fare la pittrice (ride). Ma la mia passione è sempre stata il mondo dello spettacolo. Oggi sono certa che professionalità, puntualità e un atteggiamento propositivo, siano fondamentali per avere una carriera che duri nel tempo. L’ho sempre fatto e continuerò a farlo. Non sopporto chi si monta la testa, chi arriva in ritardo, chi non rispetta il prossimo in generale e soprattutto il senso del lavoro. Nel mio percorso ho conosciuto tante ragazze divenute poi popolari come me e che ho trovato molto cambiate a seguito di una certa popolarità. Ecco, questo è qualcosa d’incomprensibile per me.

Sei molto legata alla tua famiglia e soprattutto a tua mamma, recentemente scomparsa. Con lei, più che con chiunque altro, avevi un rapporto molto forte. Cosa ti ha insegnato? Cosa ti è rimasto nel cuore?

Mi ha insegnato ad essere quella che sono oggi. Ad essere determinata anzitutto, ad andare sempre avanti, cercando di dare vita ai miei sogni, a non scoraggiarmi mai davanti ai problemi e sai, l’ha fatto con l’esempio. Lei era una donna malata che non si è però mai data per vinta, ma anzi incoraggiava tutti noi dicendo che ce l’avrebbe fatta. Era sempre positiva, una donna solare ed io sono cosi. Avevamo un rapporto speciale, non era solo la mia mamma ma anche la mia migliore amica, la persona con cui mi confidavo per qualsiasi cosa, che si trattasse di risolvere un problema in famiglia, di scegliere un lavoro piuttosto che un altro, ma anche semplicemente se acquistare un abito o no. Faceva parte della mia vita a 360 gradi, avevo un rapporto molto intenso con lei. Mi manca moltissimo.

E’ ciò che insegnerai a tuo figlio? È lo stesso rapporto che desideri avere con Nathan Falco?

Quando nasce un bambino, nessuno ti insegna come devi fare. Nessuno t’insegna ad essere mamma. Devi trovare la tua strada, anche sbagliando, ma impegnandoti tantissimo, perché sei tu che devi scoprire come fare e io lo sto scoprendo assieme a mio figlio. E’ un bambino meraviglioso, dolcissimo, molto affettuoso, stiamo facendo questo percorso assieme. Non è un percorso facile ma ce la metto davvero tutta.

Vedo nei tuoi occhi un amore sconfinato per tuo figlio, ma ho notato anche dei tatuaggi che non avevo mai visto prima…

All’inizio ero contraria ai tatuaggi. Non li ho mai voluti fare fino ad oggi, non mi piacevano. Ma un giorno mi sono svegliata e ho sentito fortemente il desiderio di sentirmeli addosso e ho fatto questi due tatuaggi per me molto importanti, uno legato a mio figlio (all’interno del dito ndr) e l’altro legato alla mia mamma (all’interno del braccio sinistro ndr).

Il prossimo febbraio compirai 33 anni, sei una donna bellissima, una mamma molto presente, una moglie insostituibile. Non senti il carico di responsabilità che una vita così piena porta con sé? Ci sono mai stati momenti in cui hai desiderato essere semplicemente Eli?

Si tante volte, perchè come hai detto tu è un carico pesante quello che mi porto dietro. Sono la moglie di Flavio che è un uomo conosciuto in tutto il mondo, con delle grandi responsabilità e quindi, di conseguenza, nel momento in cui sei la sua fidanzata e soprattutto dopo moglie hai delle responsabilità anche tu. Ho dovuto fare delle scelte, sia lavorative che di vita. Quando ho conosciuto Flavio avevo 25 anni, ero una ragazzina, sono stata costretta a crescere in fretta, a fare delle cose in maniera diversa e…Sì, ci sono dei giorni in cui vorrei essere Elisabetta e basta, però non è cosi, non si può. Ci sono i pro e i contro come in tutte le cose, ma amo molto la mia famiglia e tutto questo non rappresenta un peso.

 

Sei una cittadina del mondo, ma in quale luogo ti senti davvero a casa?

Sto bene a casa mia (ride). Spesso siamo fuori per lavoro, in giro per il mondo e quando torno a casa sto bene… è il posto dove sto meglio…e anche per mio figlio è cosi!

Prima di “Made in Sud” ti abbiamo visto vincere la prima edizione del programma Baila, nel quale hai dimostrato grande senso del ritmo ma soprattutto un fisico statuario, qual è il tuo segreto?

Mi piace questa domanda (ride), ma quando dico quello che mangio nessuno ci crede! Sono fortunata, ho preso il fisico atletico di mio padre e ho un ottimo metabolismo. Siamo stati dei grandi sportivi, io sono cintura nera di karate, anche se adesso devo ammettere non faccio più niente. Ma ho fatto dieci anni di karate e due di atletica quindi quello mi ha certamente aiutato molto, anche se credo che la genetica abbia un ruolo fondamentale, perché mangio i fabbricati e sono ancora cosi (ride).

Sei nello Star System internazionale da diversi anni. Quali differenze esistono, se ne esistono, tra il mondo dello spettacolo Made in Italy e l’estero?

Ho lavorato molto all’estero, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, ma credo che fondamentalmente la differenza la facciano le persone. Ho riscontrato grande professionalità in Italia come in altri posti.

Tra i programmi che hai condotto ce n’è stato uno che fece molto discutere, Bisturi, nel quale Brigitte Nielsen, si sottoponeva ad una serie di interventi, anche molto dolorosi, pur di riacquistare la sua bellezza. Che rapporto hai col tuo corpo e soprattutto con l’avanzare del tempo?

Mi piaccio molto cosi, mi piace il mio corpo. Ho un rapporto sano con lo specchio, certo ci sono dei giorni nei quali mi piaccio di meno come penso capiti a tutte le donne. Ma la moda di rifarsi e diventare poi tutte uguali non mi piace affatto. Mi piace vedere donne naturali e consapevoli, mi viene in mente Virna Lisi che trovo sia bellissima e soprattutto ricca di fascino. E’ cosi bello poter invecchiare. Te lo dice una che ha perduto la mamma a 50 anni e non ha avuto il tempo ahimè di diventare vecchia. Spero davvero d’invecchiare, non sono una che si fa problemi per una ruga in più.

Mi sembra di capire che la perdita di tua madre ti abbia messo nelle condizioni di guardare la vita con occhi nuovi…

E’un’esperienza bruttissima che non auguro a nessuno di vivere. Un’esperienza molto forte che ti cambia dentro completamente, non sono più la persona che ero un anno fa. Di conseguenza fai delle considerazioni diverse, ti arrabbi meno, perchè pensi che tutto possa finire in un attimo, fai delle riflessioni importanti su tanti aspetti della vita.

Quali progetti professionali hai in cantiere?

Sono sempre impegnata come testimonial nella moda e sto leggendo un paio di copioni per il cinema, vedremo se andrà in porto. La televisione mi piace molto ed è per questo che ho accettato con entusiasmo l’impegno per “Made in Sud”, ma diversificare fa parte di me e non dimentico mai di essere soprattutto una mamma, cerco di passare con mio figlio tutto il tempo possibile e sto dedicandomi ad una battaglia pro cellule staminali.

Sei sempre stata molto discreta circa il tuo impegno sociale, ma so che hai cercato di utilizzare la tua popolarità per fare luce su temi, come la conservazione del cordone ombelicale, che fanno molto discutere ma che, potenzialmente, danno una speranza nel futuro alla lotta contro alcune gravi patologie.

Con l’avvocato Cataldo Calabretta abbiamo avviato una vera e propria campagna di sensibilizzazione che ha avuto una grande risonanza. Ne sono molto fiera. Anche l’attrice Isabella Orsini, moglie del principe del Belgio Edouard Lamoral de Ligne de la Tremoille, Eleonora Pedron, Maurizia Cacciatori sostengono il nostro impegno. Alle future mamme mi sento di dire: comunque non disperdete il cordone donatelo o conservatelo. Attualmente, infatti, le donne italiane possono praticare la donazione eterologa. Ai nostri parlamentari, invece, mi sento di rivolgere un appello: non tardate, equiparate la nostra normativa a quella di altri paesi europei.

Conservare il cordone e più precisamente il sangue cordonale cosa garantisce ?

Nel cordone ombelicale è contenuta una preziosa quantità di cellule staminali, e la nascita è l’unico momento per poterle conservare. Queste cellule possono essere trapiantate per curare varie patologie anche molto gravi. Credo sia doveroso da parte di chi, è a vario titolo un personaggio pubblico mettersi al servizio degli altri, anche per aiutare ad informare, a comprendere ed avere così la possibilità di orientarsi.

Puoi raccontarci qual è stato il motivo che ti ha spinto ad optare per la conservazione?

Mi sono documentata molto, ho chiesto il parere ad amiche, a medici. Mi sono resa conto che purtroppo l’informazione in questo senso è frammentaria, gran parte delle donne, delle mamme non sa come regolarsi e ciò è davvero un peccato, perché così questa meravigliosa opportunità che la scienza ci offre va sprecata.

Lo hai depositato in una banca estera perchè?

In Italia non è consentito alle donne destinare le cellule staminali estratte da cordone direttamente al proprio bambino, salvo in casi eccezionali. Per questo motivo chi decide di praticare la conservazione autologa deve rivolgersi a banche private che operano all’estero. Con questa opzione il patrimonio biologico resta di proprietà esclusiva della famiglia. Purtroppo il costo è elevato (circa 2000 euro) e spero al più presto che anche il nostro servizio sanitario nazionale offrirà gratuitamente alle donne italiane la possibilità di conservare il sangue cordonale.

Ph: Nicola Casini.
Abiti by Ermanno Scervino.
Make-up&hair: Luca Revelli.

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