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Elisa Isoardi

Come non l’avete mai vista

slide-interna-alessandro-navaBy Alessandro Nava
23 Maggio 2016

Per la prima volta la conduttrice di “A Conti fatti” e testimonial di Pesoforma scopre il suo lato fashion solo per StarsSystem: “vengo dalla moda, ma avevo messo in stand by sensualità ed esercizi di stile per far parlare la mia professionalità e non essere quella bella e anche brava. Volevo essere brava e anche bella”. Parola d’ordine, consapevolezza: di essere irresistibile, di essere amata (da Matteo Salvini, che non nomina nemmeno per scherzo), di essere sé, anche quando non è nei suoi panni. La minigonna? La lascio alle ventenni.

Hai deciso di mostrarti in tutta la tua bellezza, con un sofisticato sex appeal, ammiccante. Cosa ti ha spinto ad aprire lo spioncino verso questa Elisa inedita?

Ho voluto fermare un momento. E per momento, giuro che è durato un momento. Ho giocato, non sono mai così. E’ stato come fare un balzo indietro nel passato, ricordandomi quando lavoravo come modella, solo con le forme, la consapevolezza e l’ironia di una donna adulta. Tutti sanno che i codici del mio stile sono ben diversi, perché li applico tanto in tv, quanto nella vita di tutti i giorni.

Da subito nella vita devi cominciare ad affermarti per altre qualità, che vanno oltre la bellezza

Ti sei calata perfettamente nel ruolo, però…

Sono una performer, è il mio lavoro. Ma proprio perché non ho mai accettato o desiderato di fare programmi in cui fosse la bellezza o la sensualità, per così dire “esposta” a farla da padrona, mettendo avanti altri lati di me, ho trovato divertente la proposta di assecondare Alessandro Nava, quando ha detto di volermi vedere a modo suo. D’altra parte lo StarsSystem è fatto anche di stravaganza e di giochi di ruolo. Inizialmente mi sono detta: “ma io? Ma sarò in grado di fare una cosa del genere? E poi mi sono lasciata andare: se non ora, quando?”


Giochi di ruolo ci piace. La bellezza non è il tuo ruolo, eppure…

Eppure solo oggi mi sento pronta a guardarmi allo specchio e non aver paura di essere guardata anche perché sono carina. Come credo succeda molto spesso a chi inizia una carriera come modella, se non vuoi farti considerare solo per qualcosa che è destinato a sfuggirti tra le mani prima o poi, come l’appeal estetico, appunto, devi iniziare da subito ad affermarti per altre qualità. Quando ho mosso i primi passi in tv, ho pensato a quello che mi dicevano sempre: è bella e anche brava”. Anziché prenderla come un complimento, il mio desiderio era di invertire la formula: “è brava ed è anche bella”- mi piaceva di più.

Si mormora che invertendo gli addenti il risultato non cambi.

Oggi no. E lo dico con soddisfazione.


A proposito di addendi. Molte tue colleghe hanno aggiunto, tolto, riposizionato…sei favorevole o contraria alla chirurgia estetica?

Favorevole. Non ne sento il bisogno, ma non credo nei punti presi. Non ha senso. Ho un’amica bellissima che aveva un bel seno, e che, dopo l’allattamento era come svuotata, non era più lei. E’ intervenuta e si è rimpossessata di sé. Chapeau.


Lo faresti?

Ora non ne sento il bisogno.

Che rapporto hai con il tempo che passa?

Non so se mi state facendo la domanda giusta al momento giusto. Vedo queste foto e quasi ringrazio il tempo per essere passato. Non ci si ferma mai a guardarci, o almeno, per me è così. Ci si guarda spesso con gli occhi degli altri, mai con i propri, quando invece ho imparato che è il nostro modo di vedere noi stessi che influenza anche la percezione che l’esterno ha di noi. Al tempo che passa devo molto. In questa occasione mi sono trovata a guardarmi e ad amare me stessa: le rughe che non c’erano hanno un perché, la consapevolezza di me mi si legge in faccia. E mi si legge col sorriso: guardo indietro, e penso alle tante cose fatte, errori compresi, e forse le rifarei tutte. Ma il passato serve a guardare avanti, non indietro, così, metto tutto nel curriculum, compreso qualche look improbabile.

Consapevolezza è la password, mi pare di capire. Cosa intendi?

Ad esempio che so di non dover dipendere dalla bellezza per fare bene il mio lavoro. Voi ridete e scherzate, ma quando esco da qua ho una borsa piena di cipolle e stasera ho in programma una zuppa con un crostone di pane e un pezzo di formaggio piemontese. Vedete tutto questo trucco? Se inizio a tagliarle senza toglierlo prima sarà una colata lavica, per questo la mia prima premura quando torno a casa è struccarmi subito e tornare immediatamente acqua e sapone.


Il trucco che cola, effetto smokie, è di gran moda.

Ma lo lascio a chi con l’aria sbattuta risulta trendy. Come la minigonna…


E con gli hot pants come la mettiamo?

Li mettiamo per il tempo di uno shooting (ride, ndr). In giro non mi ci vedrete mai!

Eppure la minigonna ti starebbe bene…

Ho 33 anni. La minigonna la lascio alle ventenni. Posso avere anche delle belle gambe, ma amo pensare a uno stile per ogni età. Mia mamma a 60 anni ha deciso di lasciarsi i capelli bianchi: ma questo non significa tirare i remi in barca, significa essere belle per come si è, valorizzando senza camuffare.


Allora dicci tu, quali sono i capisaldi del tuo stile, ora?

Basico, non pasticciato. Molto bianco e nero, molto mascolino, forse.

Si dice à la garçonne.

Pardon, à la garçonne (ride, ndr). Non sono una patita delle griffe globali, tifo Made in Italy e mi piacciono i marchi con una storia. Se devo fare una follia la faccio per un cappello o una borsa di cui conosco tutto: dal processo creativo all’origine dei materiali. Abbiamo un artigianato incredibile in questo Paese e io sono fiera quando indosso qualcosa che ha una storia da raccontare. Ho un cappello bellissimo, “Hat by Pino Tripoli”, c’è una filosofia, un pensiero, un’autenticità. Come nel cibo, io non posso fare diversamente.


Le cipolle che hai nella Chanel, che cipolle sono?

Quelle di Tropea. Senti che profumo.

Ph: Azzurra Piccardi
Creative Director: Alessandro Nava
Interview: Matteo Barone
MUA: Valentina Pagni
Hair Stylist: Michel
Outfit: Renato Balestra, Balde
Location: Palazzo Renato Balestra

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