Zombi – Oltre 900 titoli per non riposare in pace: intervista a Francesco Lomuscio

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Zombi – Oltre 900 titoli per non riposare in pace: intervista a Francesco Lomuscio

“Zombi – Oltre 900 titoli per non riposare in pace” edito da UniversItalia, è un libro scritto dal critico cinematografico Francesco Lomuscio, tra i più noti esperti italiani di cinema dell’orrore. Oltre 900 film schedati e recensiti, 213 titoli citati e più di 150 schede tecniche di cortometraggi per ripercorrere tutta la storia del cinema degli zombi decennio per decennio, dai tempi del muto a quelli odierni degli elaboratissimi effetti digitali e delle invasioni televisive di morti viventi. Noi, l’abbiamo intervistato… E voi siete sicuri di sapere davvero tutto sugli zombi? Scopritelo assieme a noi…

Come è nata l’idea di catalogare e recensire 900 titoli di film sugli zombi?
Fin da bambino, ho sempre guardato i film dell’orrore, compresi quelli di zombi. Quando frequentavo la scuola media, inoltre, nei fine settimana ci vedevamo spesso con due o tre amici per noleggiare e visionare in vhs titoli come “Demoni” di Lamberto Bava, “Il ritorno dei morti viventi” di Dan O’Bannon e “Il giorno degli zombi” di George A. Romero. Fu proprio in quel periodo che, letto l’articolo di Gianluca NardulliI film che fanno resuscitare i morti” pubblicato dalla rivista di cinema Nosferatu, cominciai a interessarmi seriamente all’argomento, decidendo di collezionare tutti i film di zombi esistenti.

Quanto è durato questo percorso tra i morti viventi?
L’articolo in questione venne pubblicato nell’estate del 1990, quindi è stato da allora fino al 2013 che ho intrapreso il lungo percorso che mi ha portato alla stesura definitiva del testo, la cui forma primitiva venne rappresentata da una tesi scolastica sull’argomento che scrissi nel 1996.

Il tuo film preferito di questo genere?
È difficile stabilire un film preferito di questo genere, perché sono diversi quelli che hanno tanti elementi interessanti. Posso dire che, senza dubbio, “La notte dei morti viventi” di George A. Romero è il migliore del genere, ma, dello stesso regista, lo zombie-movie che preferisco è “La terra dei morti viventi“. Una vera chicca a cui sono particolarmente affezionato, invece, è “La notte di Halloween” di Jack Bender, film televisivo del 1985 che, senza scene disgustose tipiche del filone, fonde benissimo zombie-movie, vampiri e romanticismo teen di derivazione anni Cinquanta.

Dacci una definizione di zombie…
Quello che oggi tutti conosciamo è il morto vivente o, a volte, addirittura, un infetto, mentre il vero zombi, proveniente da una tradizione haitiana, altro non è che un individuo (spesso uno schiavo di colore) caduto in uno stato letargico a causa della somministrazione di una potente droga a base di tetrodotossina, sostanza contenuta nel pesce palla, il cui effetto inibisce ogni volontà e capacità di pensiero, ma non quelle motorie.

Hai altri libri in cantiere?
Ho in mente un altro testo corposissimo che, però, dividerò sicuramente in tre volumi e non scriverò da solo, però non anticipo nulla perché ancora è soltanto un’idea. Comunque, riguarderà sempre il cinema di genere e, in particolare, l’horror.

Una curiosità sul tuo libro per i lettori appassionati del genere horror?
Molte persone, leggendo che si tratta di un testo riguardante il cinema degli zombi, immaginano che in esso vengano recensiti solo film horror, mentre sono andato a setacciare tutti i generi, dalla commedia (per esempio, cito anche “Fracchia contro Dracula” e “Anni ’90“) ai film indirizzati al pubblico dei bambini, arrivando perfino al porno. E ti assicuro che, in quest’ultimo caso, dover visionare i film non è stato molto piacevole (ride).