Alabama Monroe – recensione
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Gli Xmen tornano nelle mani di Bryan Singer, regista che ha inaugurato la fortunata moda dei cinecomics nel lontano 2000 con il primo capitolo della saga che ad oggi conta sette capitoli più altri due in arrivo (un nuovo Wolverine e Apocalypse, sequel di questo). Dopo il fortunato reboot sule origini dei nostri eroi (X-Men l’Inizio) i produttori hollywoodiani hanno saggiamente deciso di unire i giovani protagonisti del nuovo corso con la vecchia guardia, specialmente con il personaggio più redditizio dell’intera saga (Wolverine), ispirandosi ad una bellissima storia a fumetti di inizio anni ’80 che racconta il tentativo degli Xmen di tornare indietro nel tempo per evitare lo sterminio di massa dei mutanti ad opera di giganteschi robot creati dal governo e chiamati Sentinelle. Il risultato è un film di grande classe, con una sceneggiatura ben strutturata (anche se meno complessa di quanto si possa pensare) e una regia magistrale (stupende le scene d’azione nel futuro, soprattutto grazie ai poteri di Blink). Non tutto funziona alla perfezione: molte cose non legano con gli avvenimenti dei numerosi film precedenti e la colonna sonora è un pò debole. Inoltre avremmo voluto vedere la vecchia guardia maggiormente in azione per conoscere meglio il mondo del futuro, ma il risultato è comunque avvincente e altamente spettacolare. Michael Fassbender surclassa un altra volta il vecchio McKellen confermandosi uno strepitoso villain nel ruolo di Magneto e descrivendo meravigliosamente il suo rapporto con il giovane Xavier (bravissimo anche James McAvoy).

Ciliegina sulla torta la new entry Quicksilver, che regala momenti esilaranti e la sequenza più azzeccata di tutto il film. Una pellicola che farà la gioia di numerosi fan dei fumetti (è la prima volta che viene introdotto il viaggio nel tempo in un film sui supereroi), ma anche di chi cerca un cinecomics dai toni più cupi e ricco di tematiche importanti che, anche se appena abbozzate, fanno sempre riflettere.