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Nella selezione ufficiale della dodicesima Festa del Cinema di Roma c’era anche Una Questione Privata, ultimo lavoro dei pluripremiati fratelli Paolo e Vittorio Taviani, rivisitazione del romanzo postumo di Beppe Fenoglio. Gli interpreti sono tutti giovanissimi e promettenti attori del panorama cinematografico italiano, che ad ogni film incassano consensi di pubblico e di critica: Luca Marinelli (Lo Chiamavano Jeeg Robot), Lorenzo Richelmy (il protagonista della serie Marco Polo su Netflix) e Valentina Bellè (La vita oscena). Il film ci riporta al tempo della resistenza partigiana: è il 1943 tra i casolari, i bombardamenti e Over The Rainbow di Judy Garland. Una storia d’amore con lui, lei e l’altro. Anche se semplificarla così non rende giusitizia alla pellicola, che ricalcando gli avvenimenti descritti da Fenoglio merita di essere osservata per il tipo di sviluppo e lo spessore psicologico che i tre protagonisti riescono a dare ai personaggi di Milton, Fulvia e Giorgio.

Il primo, accecato dalla gelosia e dall’amore per Fulvia, si troverà a doversi scontrare con i dubbi e le truppe fasciste, ingegnandosi per liberare l’amico-nemico. L’unico modo a sua disposizione per conoscere la verità. Durante la conferenza stampa di presentazione Paolo Taviani, alla domanda “Come è nato il bisogno di portare Una Questione Privata sul grande schermo?” ha risposto in maniera ironica e spontanea.

“Tutto è accaduto quattro anni fa, io ero a Salina in vacanza e mio fratello Vittorio era a Roma. Ascoltando una lettura del libro per radio abbiamo telefonato a dieci minuti di distanza ad un amico, chiedendo informazioni a riguardo. Eravamo inconsapevoli di avere avuto la stessa idea nello stesso momento. Un segno del destino? Lo abbiamo letto così, e quindi ci è parso doveroso cimentarci in un’avventura del genere”.