Un fantastico via vai: recensione

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E anche in questo Natale non poteva mancare l’immancabile appuntamento con Leonardo Pieraccioni, che stavolta porta sul grande schermo “Un fantastico via vai”, dove Arnaldo Nardi (Leonardo Pieraccioni) vive una vita abbastanza abitudinaria con sua moglie Anita (Serena Autieri) e le due gemelle Martina e Federica. La loro è una tranquilla e normale famiglia medio borghese.

Arnaldo è in quella fase della vita dove la nostalgia per il periodo da studente si fa sempre più forte e basta un equivoco con sua moglie per catapultarlo fuori di casa. Potrebbe dirle la verità, ma non lo fa… prende la palla al balzo per tornare indietro, almeno con la memoria. Questa è la sua grande occasione per una personalissima “macchina del tempo”, perché in fondo sa che sarebbe bello riassaporare quei momenti. Sarebbe bello anche credere ai proprio sogni e non avere paura. Magari arrivando anche a rubare una caravella di Cristoforo Colombo, come ha fatto lui, e spiegare le vele al vento.

Così, Arnaldo decide di andare momentaneamente a vivere in una casa di studenti: sono quattro e hanno tutti poco più di vent’anni. Due mondi a confronto, due modi di vedere il futuro, un unico obiettivo: ritrovare quella caravella rubata… sempre che esista.

Facendo leva sulla solita comicità e su un pizzico di romanticismo, “Un fantastico via vai” offre al pubblico una sorta di fiaba garbata e meno esplosiva rispetto alle altre opere del regista toscano. Con echi e accenni a “I laureati”, il film, infarcito di buoni sentimenti, non ha la stessa potenza narrativa dei suoi precedenti lavori, ma ci regala comunque una neo coppia davvero divertente, costituita da Marco Marzocca e Maurizio Battista, che è anche perfettamente funzionale all’interno dell’economia della storia.

Quindi, se siete in cerca di uno spettacolo poco impegnativo, allora sedetevi in sala e godetevi il film e la sua atmosfera spensierata, ma soprattutto il duo romano, che assicura buona parte delle risate, grazie a battute azzeccate e a un’espressività innata e decisamente spontanea.