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È uno dei registi più acclamati del cinema contemporaneo. Due nomination agli Oscar, un Golden Globe e un Leone D’Oro. Di lui ci ricordiamo soprattutto per Batman, Il Pianeta delle scimmie, Il Mistero di Sleepy Hollow, The Nightmare Before Christmas, La Fabbrica di Cioccolato ed Edward mani di forbice. Le sue ultime produzioni – Frankenweenie, Big Eyes e Miss Peregrine – non hanno riscosso il successo sperato, ma Tim Burton ha pronto un asso nella manica: il nuovo remake in live-action del film Disney, Dumbo.

Così come il classico d’animazione, anche questa riproposizione sarà quasi completamente ambientata in un circo, e non è la prima volta che Burton ambienta un film in questo luogo. Nel 2002 il regista ricevette la sceneggiatura di Big Fish, adattamento dello sceneggiatore John August dall’omonimo libro di Daniel Wallace. Sebbene nel romanzo originale non ci fossero episodi legati al mondo circense, August decise di inserire una lunga sequenza in cui il protagonista Edward Bloom lavora nel circo del signor Calloway. Fu proprio questa sequenza uno dei motivi per cui Burton accettò la regia, in un primo tempo affidata a Steven Spielberg. Il motivo è che gli artisti circensi sono tipicamente “burtoniani”. Se riesaminiamo l’intera filmografia del regista possiamo accorgerci che i suoi personaggi prediletti, ad esclusione di Batman, non sono degli eroi; sono soggetti che vivono ai margini della società, tendenzialmente sfortunati e tristi, che però trovano il coraggio di esprimere se stessi.

In Burton racconta Burton, il regista ricorda a proposito di Big Fish: “Una cosa che mi ha coinvolto molto, e non so neanche io perché, era il circo. Ho sempre odiato il circo e ancora oggi non lo sopporto. Ma questo era divertente, perché era un circo un po’ all’antica, come i Mud Show, quei piccoli scalcinati circhi itineranti che puoi trovare ancora. […] La gente del circo è un po’ come quella del cinema, non appartiene a nessun luogo. La gente del circo è la gente del circo”.  Se vogliamo vederla in questo senso, anche Dumbo, l’elefantino impaurito, ridicolizzato per le grandi orecchie, che trasforma il suo difetto nel suo più grande talento, è un personaggio perfettamente burtoniano; anzi, forse più, è una sorta di alter ego di un regista, che da bambino era introverso e emarginato a causa del suo gusto per la paura, ma che è diventato uno dei più grandi artisti del cinema contemporaneo. Con Dumbo, Burton promette di concludere il suo ritratto del circo. A fare da ponte tra Big Fish e il film Disney ci sarà Danny De Vito, che in entrambi i titoli interpreta il proprietario del circo: nel primo il signor Calloway, nel secondo Max Medici.

Dal trailer vi accorgerete da soli della magia del nuovo Dumbo, nelle sale italiane da Marzo 2019. Nel frattempo, se ancora non l’avete visto, recuperate lo stupendo Big Fish, certamente una delle migliori opere di Tim Burton. Solo così sarete preparati a dovere.