Thor: the dark world – recensione

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Thor: the dark world – recensione

In molti film, si vedono super eroi salvare il mondo e, stavolta, in questa pellicola nuova di zecca firmata Marvel, c’è Thor, il figlio di Odino, a proteggere l’umanità.

In un’atmosfera forse ancora correlata alla vena artistica di Kenneth Branagh, in “Thor: the dark world”, si assiste a scene drammatiche di intense battaglie tra l’esercito di Asgard e gli Elfi oscuri.

Malekith, il temibile sovrano degli Elfi oscuri, si è ridestato da un lungo suo sonno millenario ed ha tutte le intenzioni di far piombare l’universo nell’oscurità, nel buio primordiale. Per farlo, ha bisogno dell’Aether, una poderosa sostanza cosmica bandita da Bor, padre di Odino, e celata in un luogo segreto, che putroppo, dopo cinque millenni, grazie alla convergenza dei Nove Regni si palesa in un sobborgo di Londra. Thor, con al fianco i suoi fidati amici terrestri (e non), tra cui l’amata Jane Foster intraprenderà una vera e propria corsa contro il tempo per togliere al nemico ogni possibilità di riuscita, ma per riuscirci, dovrà avvalersi di Loki, il dio degli inganni, nonché suo fratello. Così, il grande puzzle

Marvel si arricchisce, di personaggi e di momenti action, riportando sugli schermi un villain ben interpretato dal talentuoso Tom Hiddleston.

Sin dall’incipit si giunge subito al cuore della narrazione grazie al regista Alan Taylor che ha messo in piedi scene d’azione molto energiche. Inoltre, la maturazione di Chris Hemsworth (sempre più convincente nel ruolo di Thor), il camaleontico Hiddleston che incarna perfettamente un Loki subdolo e sinistro anche a tutto il resto del cast vanta delle ottime caratterizzazioni, così come il personaggio della bella astrofisica Jane Foster, interpretato da Natalie Portman, acquista maggiore spessore.

Thor: the dark world” riesce ad essere un cinecomic di tutto rispetto, con la giusta dose di action, qualche battuta comica e un pizzico di cuore. Infatti, nel film, le macro-vicende, le guerre, le lotte intestine e le micro-narrazioni all’interno della trama, sono tutte ben amalgamate anche con un pizzico di gusto romantico, e sarà proprio quello a farvi ricordare di non alzarvi dalle poltrone fino all’ultimo istante dei titoli di coda. Perché? C’è un ottimo motivo: fidatevi! E quando finalmente, potrete uscire dalla sala, capirete che “Thor: the dark world” è un film intaccato da un sano umorismo, da una voglia autoironica di non prendersi troppo sul serio e al tempo stesso in grado di massimizzare il concetto di “divertimento puro”, inteso come avventura, fantasy, battute e… batticuore.