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By Riccardo Galeazzi
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Netflix recentemente ha deciso di cimentarsi col cinema d’autore. O meglio… il “tentato” cinema d’autore. The Meyerowitz Stories (New and selected) è il nuovo film originale comparso sulla piattaforma lo scorso 13 Ottobre. I Meyerowitz sono una strana famiglia di Manhattan. Non vivono più insieme da anni. L’anziano patriarca Harold si è sposato quattro volte e ha avuto tre figli da tre mogli diverse. Scultore ormai in pensione, convive con Maureen, scanzonata hippy, troppo spesso ubriaca. Inutile dire che Harold non è stato un buon padre, ma nonostante ciò i due primogeniti, Jean e Danny, stanno organizzando una mostra d’arte contemporanea con le sue opere. Pochi giorni prima dell’inaugurazione, un’emorragia cerebrale costringe Harold in una camera di ospedale, in grave pericolo. L’occasione farà sì che ritorni anche il terzo figlio, Matthew, importante uomo d’affari, e che tutta la famiglia si ritrovi al capezzale paterno, rivisitando così l’intera storia della propria vita. Iniziamo subito col dire che è difficile pronunciarsi riguardo a The Meyerowitz Stories. Non si sa se ci si trovi di fronte a un capolavoro o a un qualcosa senza capo né coda. Un po’ l’effetto disorientante, se vogliamo, che produce in uno spettatore comune un’opera d’arte moderna.

Il film riecheggia – o omaggia, secondo qualcuno – il Woody Allen degli inizi, ma senza l’arte e la poesia del maestro. Noah Baumbach, il regista, era stato il co-sceneggiatore di Wes Anderson per Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou e Fantastic Mr. Fox e di Anderson recupera la narrazione a capitoli. A dirla tutta, recupera anche i temi di uno dei suoi più grandi successi; infatti sembra di vedere una copia più moderna e meno fantasiosa de I Tenenbaum, film del 2002 in cui c’era un’altra famiglia rovinata dai comportamenti sui generis del padre. Come in questo ultimo titolo, anche in The Meyerowitz Stories non c’è l’intento di condannare le colpe dei padri nei confronti dei figli, ma piuttosto quello di dire: “A me è andata così. E quello che mi è capitato è il fondamento di quello che sono. Cosa posso fare per migliorarmi?”. Proprio per questo il film risulta alla fine interessante. Non conta quante volte si sia già sentita una storia; se è bella, avremo voglia di sentirla tante altre volte. La punta di diamante del film è però il cast stellare che interpreta i vari ruoli. Il patriarca Harold è nientepopodimeno che che Dustin Hoffman. I tre figli sono Adam Sandler, Ben Stiller e Elizabeth Marvel. La hippy Maureen è la fantastica – un po’ Sibilla Cooman di Harry Potter – Emma Thompson. E c’è pure Adam Driver, Kylo Ren di Star Wars, che fa un cameo. Senza di loro, Baumbach non sarebbe mai riuscito a ottenere quattro stelle su cinque sul The Guardian.