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Dal 4 novembre è visibile su Netflix The Crown, la nuova serie tv che, attraverso sei stagioni da dieci episodi l’una, racconterà la vita (e soprattutto il lato umano) della regina Elisabetta II d’Inghilterra, ad oggi la sovrana più longeva del Regno Unito.

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Nella serie, la regina d’Inghilterra è interpretata dall’attrice inglese Claire Foy, che aveva già ottenuto un ottimo riscontro nel ruolo di un’altra sovrana – Anna Bolena – nella serie Wolf Hall. Si tratta del progetto più costoso di sempre per Netflix, (che per le prime due stagioni ha investito ben 140 milioni di euro). “Non è solo la storia di una famiglia – sostiene il regista Stephen Daldry – è la storia dell’Inghilterra post bellica”.

“Vogliamo esplorare il terribile impatto che diventare regina ha avuto su di lei e su tutti i rapporti che ha”, analizza così Peter Morgan, sceneggiatore di The Crown, che ha definito la serie “la vera storia di due dei più famosi indirizzi al mondo – Buckingham Palace e il numero 10 di Downing Street – con i loro amori, segreti, macchinazioni che hanno segnato la seconda metà del xx secolo”.

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A causa del suo atteggiamento spesso troppo austero e regale  Elisabetta II non è mai stata benvoluta dai tabloid inglesi che non le hanno mai risparmiato critiche feroci. Ma a guardare The Crown l’impressione è tutta un’altra: il grande merito di questa serie è quello di riuscire a mescolare il racconto storico e quello umano, narrato spesso con dovizia di particolari. È presente infatti un’attenzione particolare, soprattutto all’inizio, per la malattia di Re Giorgio, il monarca balbuziente, interpretato da Jared Harris. Nonostante i veri o presunti tradimenti (mai confermati) la bella storia d’amore tra la regina e Filippo di Edimburgo, interpretato da Matt Smith, rappresenta uno degli elementi chiave del successo di questa serie.

La critica britannica e d’oltreoceano è stata lusinghiera con The Crown. “Completamente veritiero, ben recitato e progettato con uno sguardo acuto per quanto riguarda la sfumatura psicologica dei personaggi” ha commentato il critico cinematografico del Boston Globe Matthew Gilbert. The Crown è una serie tv avvincente e coinvolgente e l’unica critica che gli si può rivolgere è nella scarsa complessità dei caratteri dei personaggi principali, ritenuti meno profondi rispetto a quelli secondari.