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By Riccardo Galeazzi
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In piena campagna elettorale è uscito al cinema Sono Tornato, film diretto da Luca Miniero che racconta di uno scenario tanto impossibile quanto sinistro. 28 Aprile 2017. Nel cuore di Roma casca dal cielo Benito Mussolini. Andrea Canaletti, giovane documentarista in cerca di successo, pensa di trovarsi alla presenza di un grande attore e decide di accompagnarlo su e giù per l’Italia nella missione che il Duce si è prefissato: reinstaurare il regime fascista lungo tutto lo Stivale. Il Duce si mette presto al passo coi tempi e trova le strategie per il suo piano di governo attraverso una propaganda a dir poco singolare.

Luca Miniero ha recuperato l’idea dal film tedesco Lui è tornato (stesso punto di partenza con Hitler in Germania) e l’ha rielaborata per l’Italia. Questo processo, chiamato in gergo tecnico domesticazione, è stato minuziosamente pensato. Prima di tutto, un film su un Benito Mussolini tornato dall’aldilà nella Roma odierna è quanto mai attuale. Forse mai come in questo periodo si è (purtroppo) tornati a parlare di fascismo. Molte sequenze di Sono tornato non sono state scritte, ma direttamente girate tra la gente. E fanno rabbrividere le scene dove alcuni cittadini applaudono al passaggio del finto Duce (impersonato da Massimo Popolizio), per non parlare di coloro che con il braccio alzato salutano la sua auto in Piazza Venezia, sotto al balcone da cui nel 1940 annunciò al popolo italiano l’ingresso in guerra.

Miniero non firma un film di propaganda antifascista, anzi, il suo Mussolini (ed è qui che il girato stride con la realtà dei fatti) è persino più umano di quello di tante altre versioni: come quando cerca su Google le foto della sua Claretta. Ma ciò che davvero colpisce è il tremendo qualunquismo che dilaga tra gli elettori ripresi e che il prossimo 4 marzo si recheranno alle urne. “Eravate un popolo di analfabeti. Dopo ottant’anni torno e ritrovo un popolo di analfabeti”. Durante una scena una signora anziana, malata di Alzheimer, che nessuno ascolta perché ormai incapace di intendere e volere, riporta l’attenzione sul punto cardine del film: gli italiani dichiarano di non volere al governo i soliti volti della politica, ma sono più che disposti ad accogliere il ritorno di un dittatore che, negli anni in cui fu al potere, commise crimini terribili di cui proprio non possiamo dimenticarci.

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