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A cinque mesi dall’uscita de Gli Ultimi Jedi, la Disney ha lanciato Solo: a Star Wars Story. Nel primo weekend si è guadagnato il primo posto del box office nazionale con più di un milione e mezzo di incassi e la presenza su più di ottocento schermi in tutta Italia. Il successo tra gli appassionati, tra i quali anche Harrison Ford, che ha interpretato Han Solo in tutti gli episodi di Star Wars, è stato immediato. Tuttavia, dopo otto film, due spin-off e ben due serie di cartoon, alcuni passaggi possono essere sembrati alquanto oscuri. Quanto segue è proprio un tentativo di far fronte ai dubbi di chi tra voi ha apprezzato il film, ma non l’ha capito interamente.

Attenzione: spoiler!

Ci troviamo nel periodo a cavallo tra la trilogia prequel e la trilogia originale della saga. La Repubblica galattica si è evoluta in un Impero sotto il controllo del malvagio Lord Sidious. Federazioni e Sindacati, un tempo voce del popolo, sono in realtà loschi e astuti sfruttatori, sempre in cerca di ricchezza a discapito della povera gente. Il giovane Han, orfano di diciotto anni, vive sul pianeta Corellia e si guadagna il pane grazie a piccoli furti. Deciso a fuggire, nella speranza di un futuro migliore per se stesso e per la sua ragazza Qi’Ra, corrompe una guardia imperiale, ma il suo piano fallisce subito dopo aver passato la dogana, quando Qi’Ra viene catturata. Han, ricercato e senza nessuna speranza, decide di arruolarsi nelle truppe dell’ Impero. Quando gli chiedono nome e cognome, lui risponde: «Sono solo Han» e qui abbiamo il primo caso in cui il doppiaggio italiano ha superato la sceneggiatura originale. Dopo alcuni anni, Han incontra sul campo di battaglia alcuni mercenari al soldo di Dryden Vos, leader del sindacato Alba Cremisi, e con loro si imbarca verso una missione suicida: rubare un grossa quantità di Coassio, la sostanza propulsiva usata dalle astronavi dell’Impero per il salto nell’iperspazio.

Quando George Lucas, padre di Star Wars, approvò il passaggio della Lucas Film Ltd. a Disney, confidò a Kathleen Kennedy, produttrice di tutti i film della saga e oggi boss della compagnia, che un film su Han Solo avrebbe avuto un successo enorme. Lawrence Kasdan, sceneggiatore di due capitoli della trilogia classica e del primo della trilogia sequel, firma ora la storia di uno dei personaggi a cui ha dato voce quasi quarant’anni fa ne L’Impero colpisce ancora e non c’è da stupirsi se ogni dettaglio è maledettamente perfetto. Innanzitutto, come in molti avevano prognosticato, i dadi dorati che Luke porta a Leia ne Gli Ultimi Jedi, trovano una spiegazione in questo spin-off: sono il portafortuna di Han. A quanti però avevano pensato che questi dadi fossero una idea strampalata, messa lì solo nell’ultimo episodio, dobbiamo dire che si sbagliano. Lucas aveva messo i dadi dorati già nel primo Guerre Stellari, ma siccome appaiono solo in un paio di inquadrature, in pochissimi ci avevano fatto caso, tanto è vero che quando gli attrezzisti de Il Risveglio della Forza avevano ricostruito il Falcon all’inizio non li avevano messi. Poche settimane prima dell’inizio delle riprese si accorsero della mancanza e ne acquistarono un paio su Ebay. Finalmente scopriamo come è nata l’amicizia tra Han e Chewbecca. La scena dell’incontro tra i due si svolge così: Han viene catturato dalle guardie dell’Impero e gettato nella gabbia di una “bestia”. Vi ricorda niente? È una citazione per gli appassionati; il tutto si svolge in maniera analoga al duello tra Luke e il mostro di Jabba The Hutt ne Il Ritorno dello Jedi. Certo, il finale è un po’ diverso…

Quando Han viene ricevuto da Dryden Vos si trova in un salone pieno di collezioni più o meno archeologiche appartenenti proprio al leader. Tra queste gli appassionati si sono concentrati su tre reperti dall’aspetto familiare. Il primo è un’armatura simil samurai che per aspetto ricorda quella di Boba Fett. Il secondo è il terzo sono un idolo d’oro e un teschio di Cristallo, rispettivamente il primo e l’ultimo tra i tesori che Indiana Jones ha scoperto nella altra saga firmata Lucas Film. Qualcuno sostiene che siano easter egg in preparazione di due nuove produzioni; lo spin-off su Boba Fett e il quinto, attesissimo, film di Indy.

Han Solo: “Cosa? Come? Non hai mai sentito nominare il Millennium Falcon?”
Obi-Wan Kenobi: “Veramente no.”
Han Solo: “È la nave che ha fatto la rotta di Kessel in meno di dodici parsec! Ho lasciato indietro le navi stellari dell’Impero! Non le navi mercantili, quelle è uno scherzo. Parlo delle più veloci navi da guerra imperiali! È abbastanza veloce per te, vecchio?”

Così Han celebra la sua nave nel primo Guerre Stellari. E finalmente scopriamo perché. L’aspetto che ha sempre lasciato perplessi molti fan era che Solo non parlasse di velocità, ma di distanza. Il parsec infatti non è un’unità di tempo, ma di spazio. Kessel è il pianeta minerario da cui l’Impero preleva il coassio; unico problema: è immerso in una nube di gas in cui è impossibile viaggiare. L’unico modo per raggiungerlo è attraverso uno stretto canale, noto con il nome di Rotta di Kessel. Dopo che Han e Chewbe hanno rubato il coassio, lungo il tragitto di ritorno, si trovano contro un caccia interstellare dell’Impero. L’unico modo di riuscire a sfuggire da morte certa è addentrarsi nella nube. Non senza peripezie, i nostri eroi riescono nell’impresa, completando la rotta di Kessel attraverso una scorciatoia dalla quale nessuno era mai sopravvissuto. Impresa che renderà celebre il Falcon per sempre.

Ultimo punto, forse quello che ha lasciato perplessi i più, è la ricomparsa sul finale di un vecchio nemico: Darth Maul. Molti si saranno chiesti: “Ma come? Non era morto ne La Minaccia Fantasma?” Ebbene no! Dalla serie animata Star Wars: The Clone Wars scopriamo che Maul sopravvive dopo che Obi-Wan lo aveva affettato nel famoso duello di Episodio I. Benché la “resurrezione” del villain con le corna avvicini troppo Star Wars a Beatiful, questa strana chiosa funge quasi da cliffhanger, il gancino di cui gli sceneggiatori si servono per attaccare un sequel. Dato che Maul chiede a Qi’Ra di raggiungerlo su Tatooine e in quel momento su Tatooine è nascosto Obi-Wan, possiamo immaginare che la Lucas Film abbia finalmente deciso di preprodurre il tanto richiesto spin-off su Obi-Wan?