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By Fabrizio Imas
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Al TFF35 è stato presentato il terzo e ultimo capitolo della saga sulla banda dei ricercatori, prima inventori di una droga sintetica legale e poi collaboratori in incognito della polizia, stavolta alle prese con un’evasione collettiva che li riporterà dove tutto è cominciato.

Dopo i riflessi action di “Smetto Quando Voglio – Masterclass” che avevano lasciato qualcuno interdetto, Sydney Sibilia si riprende alla grande sfornando un seguito back to back che è anche degna chiosa di una trilogia che rappresenta un unicum inaspettato e ben riuscito per il cinema italiano. In Smetto Quando Voglio – Ad Honorem il regista salernitano questa volta punta su atmosfere più cupe e tira fuori il meglio da un cast ricco di talento e esperienza. E dire che inizialmente lo script di Smetto Quando Voglio era stato pensato per un solo film. “È stato proprio il produttore Domenico Procacci ad avere l’intuito che ci sarebbe potuto essere un seguito e poi ancora un altro” ci dice Sibilia. Ora però tutti garantiscono che questo sarà davvero l’ultimo film, anche per la paura stessa del regista di essere considerato sempre alla sua opera prima.

Un cast corale e allargato, come poche altre volte si è potuto ammirare. Edoardo Leo (Pietro Zinni), Valerio Aprea (Mattia Argeri), Paolo Calabresi (Arturo Frantini), Libero De Rienzo (Bartolomeo Bonelli), Stefano Fresi (Alberto Petrelli), Lorenzo Lavia (Giorgio Sironi), Pietro Sermonti (Andrea De Sanctis), Marco Bonini (Giulio Bolle), Rosario Lisma (Vittorio), Giampaolo Morelli (Lucio Napoli), Peppe Barra (Angelo Seta), Greta Scarano (Paola Coletti), Luigi Lo Cascio (Walter Mercurio), Valeria Solarino (Giulia), Neri Marcorè (Murena).

Quando chiedo al regista se gli attori li aveva già pensati così sin dall’inizio mi risponde: “Assolutamente no, la stesura di una sceneggiatura del copione è stata difficilissima. Sono rimasto per quasi un anno e mezzo chiuso in una stanza con altre due persone, e quando non veniva l’idea ad uno doveva per forza venire all’altro. Prima mi sono immaginato i personaggi nella mia testa, e poi per sei mesi mi sono occupato dei casting. Le scelte sono arrivate in maniera spontanea quasi subito”.

Ph: Emanuele Scarpa & Zayed Iacovelli