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By Riccardo Galeazzi
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È tornato. Il vero Steven Spielberg è tornato. A meno di due mesi da The Post, è in uscita un altro nuovo film del regista: Ready Player One sarà in sala da mercoledì 28 marzo, giusto in tempo per l’uovo di Pasqua. Noi lo abbiamo visto in anteprima e siamo pronti a solleticare l’attesa.

2045: il mondo è ancora distrutto dalla guerra e dalla crisi economica e il divario tra poveri e ricchi è sempre più marcato. Le giornate sono prive di prospettive e le persone trovano rifugio nella realtà virtuale, nel mondo di Oasis, in cui l’unico limite è l’immaginazione. Chiunque può crearsi una nuova identità, basta indossare un visore. Nella città di Columbus, Ohio, vive Wade Watts, un giovane orfano che passa le sue giornate a studiare la vita di James Halliday, inventore di Oasis, che prima di morire ha annunciato l’esistenza di un Easter Egg, un livello segreto all’interno del gioco; chi troverà l’uovo erediterà le quote azionarie del creatore e con esse il controllo totale di Oasis.

Quando nel 2010 uscì il romanzo di Ernest Kline, la Warner Bros. acquistò immediatamente i diritti, ma dovettero passare diversi anni prima che si potesse iniziare i lavori di trasposizione. Il motivo è semplice: la vicenda è così zeppa di citazioni che non è stato facile trovare le delibere per inserire nello stesso film tanti “pezzetti” di altri, i cui diritti d’autore sono sparsi tra eredi e case di produzione disparati. Ma una cosa era chiara fin dall’inizio: Spielberg avrebbe dovuto essere il regista.

Ready Player One è il film per i nostalgici dell’ultimo trentennio del secolo scorso, di cui Spielberg è stato uno dei principali autori. Canzoni dell’epoca fanno da colonna sonora e il protagonista corre a bordo della Delorean di Ritorno al futuro, per non parlare del T-Rex di Jurassic Park e di King Kong. Ma Spielberg riserva l’omaggio più importante all’amico con cui ha scritto A.I. Intelligenza Artificiale: il Maestro Stanley Kubrick. Nell’Overlook Hotel di Shining è stata ambientata un’intera sequenza che ha un’importanza narrativa relativamente bassa, ma che ha fatto esultare e divertire il pubblico in sala.

Ed è questo il vero punto di forza di Ready Player One: la narrazione mira a intrattenere e non a raccontare. Ci siamo forse dimenticati che il bello di un gioco non è la sua conclusione, ma il semplice giocare. Inoltre non si tratta di un film con una morale di ferro o pronto a impartire lezioni di vita; anzi al contrario di molti altri titoli recenti, c’è uno sguardo comprensivo e benevolo verso chi cerca l’evasione dalla realtà, mantra demonizzato del nostro tempo. Tutto sta nel saper distinguere realtà e finzione e nell’essere consapevoli che quest’ultima è un supporto per la prima e non viceversa.

Nota per i nerd e per gli appassionati: cliccando qui potete accedere al sito ufficiale di Ready Player One, da cui scaricare foto, disegni, articoli dedicati in formato pdf e, soprattutto, provare il gioco Ready Player One – first to the key, che riproduce con una classica grafica anni ’80 la sfida di Parzival, l’avatar di Wade, in Oasis.

Appuntamento per il 28 Marzo, pronti a giocare?