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Alice Basso
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By Riccardo Galeazzi
30 Maggio 2017

Cari fan dei Pirati dei Caraibi, se non l’avete ancora fatto, correte al cinema a vedere il quinto capitolo di una delle saghe più fortunate della storia del cinema recente. Tutti gli altri, invece, possono comodamente dedicarsi ad altro. Sono già passati quattordici anni da quando la Disney ha prodotto La Maledizione della Prima Luna e il capitan Jack Sparrow mostra tutti i segni dell’età, sia perché Johnny Depp è prossimo a spegnere cinquantatré candeline, sia perché ormai è poco più di una macchietta. Ma non temete, la storia de La vendetta di Salazar non vi lascerà delusi.

Il giovane Henry Turner, figlio di Will e Elizabeth, vuole aiutare suo padre a sottrarsi alla maledizione che lo lega vita natural durante all’Olandese Volante. Per farlo, deve trovare il tridente di Poseidone, dio del mare. Lo aiuterà Capitan Jack, la cui vita è reclamata, tanto per cambiare, dal villain di turno, il matador sospeso tra vita e morte, Armando Salazar.

L’intrattenimento  e il divertimento sono assicurati da Jack Sparrow e relativo equipaggio, ma l’addio di Ted Elliot e Terry Rossio, sceneggiatori della trilogia originale, si fa sentire e fa scricchiolare la narrativa del film. Salazar ha la parte meno rilevante tra tutti i personaggi principali e, se non fosse per Javier Bardem che lo impersona, sarebbe l’antagonista meno riuscito della saga.

Egli è una via di mezzo tra i non-morti  del primo film e i maledetti che non possono mettere piede a terra, del secondo. Un personaggio che meritava di essere caratterizzato di più, ma alla fine la sua entrata in scena sembra essere più motivata dal desiderio di raccontare la back story di Sparrow. Inoltre, i personaggi di Henry e Carina (la miss del film) hanno ruoli molto simili a quelli di Will e Elizabeth e, come successo con l’ultimo Star Wars, il film funziona perché sembra di vedere un reboot dei primi episodi.

Il ritmo è incostante e si passa da scene d’azione inutilmente lunghe a combattimenti essenziali risolti in poche e confuse inquadrature. Alla fine del primo tempo non si sa dove il film andrà a parare, perché la linea narrativa di Jack Sparrow e quella di Armando Salazar si sono appena sfiorate.

Quanto meno, le attese del pubblico sull’happy end non vengono deluse… O no? L’ultima scena, appendice ai titoli di coda, di cui non vi diciamo nulla, rimette in discussione tutto il film. Davvero il tridente controlla tutte le maledizioni del mare? Per scoprirlo bisognerà attendere la sesta – probabilmente l’ultima- e già annunciata avventura del Capitan Jack Sparrow.