Piovono polpette 2 – La rivincita degli avanzi: recensione

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Piovono polpette 2 – La rivincita degli avanzi: recensione

Piovono polpette 2 – La rivincita degli avanzi” ricomincia proprio da dove era terminata la precedente commedia della Sony Pictures Animation. L’inventore Flint Lockwood è convinto di aver salvato il mondo con la distruzione della sua invenzione più famosa (una macchina che trasforma l’acqua in cibo, provocando piogge di cheeseburger e tornado di spaghetti). Ben presto però Flint scopre invece che la macchina è ancora operativa, e che sta creando degli ibridi cibo-animali: ovvero gli animacibi. Flint quindi insieme ai suoi amici, in una missione delicata e pericolosa, combatte contro famelici tacodrilli, orangamberi, ippopatatami, aracnoburger ed altri animacibi, per salvare nuovamente il mondo!

Così, accanto ai vecchi protagonisti del primo capitolo, il mondo fantastico di “Piovono polpette 2 – La rivincita degli avanzi” si anima di nuovi abitanti, alcuni malvagi come Chester V, altri tenerissimi come Frà. Chi sono? Beh, se si potessero unire geneticamente Steve Jobs, Richard Branson e il direttore di un circo, quel che ne uscirebbe sarebbe proprio Chester V, l’eccentrico genio, mente della compagnia mondiale Live Corp, e di tutto ciò che essa produce “per il miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità” (così dice…). Un po’ guru, un po’ showman e un po’ inventore, Chester V è un tipo super-smart, infatti è un super intelligentone. Ad esempio, ai suoi brainstorming è sempre l’unico a essere presente! Ma allora perché, con tanta materia grigia a disposizione, ha bisogno di Flint Lockwood per sistemare il pasticcio a Swallow Marinata? Questo non possiamo rivelarvelo, altrimenti rischieremmo di fare spoiler e di rovinarvi la sorpresa! Quanto a Frà, invece, possiamo solo dirvi che è deliziosa!

Da un punto di vista visivo, inoltre, gli sfondi del film sono fatti per sembrare dipinti a mano. Il team degli effetti ha usato il “Depth Styling”, replicando immagini da 2D in CG, in modo tale che gli spettatori percepissero i personaggi come dentro a un quadro.

Interessanti sono anche i vari riferimenti disseminati nel film: ad esempio la città di San Franjose, sede centrale dell’azienda del perfido Chester V, richiama un po’ Silicon Valley, oppure l’isola di Swallow Marinata rievoca il mondo perduto di Jurassic Park, da cui, infatti, sbucano le numerose specie di animacibi.

E per l’esattezza, nella pellicola, ci sono ben 39 animacibi, tra cui: torta a sonagli (un rettile a sangue freddo con una crosta delicata ed un ripieno alla frutta); bananastruzz (una banana gialla con le gambe di uno struzzo); bufalo grill (un polpettone di bufalo con le corna fatte da anelli di cipolla, e ricoperto di uno strato di ketchup); melocorno (un’antilope fatta di melone); aracnoburger (un cheeseburger trasformato in un ragno con le zampe a forma di patatine fritte); torta millechele (un crostaceo trasformato in una torta di compleanno glassata); cetrolatili (cetrioli volanti); malangottero  (manghi trasformati negli uccelli delle Everglades); ippopatata (patate a forma di ippopotami dalla lingua burrosa e con erba cipollina al posto dei denti); zanzatoast (fette di pane tostate con gli occhi di uva passa e una stecca di cannella al posto del pungiglione delle normali zanzare); orangamberi (scimpanzé con le braccia e il corpo fatti interamente di gamberetti); sushi-beheh (una dolce pecorella fatta di gamberi, carote, cetrioli, granchio, avocado e riso); tacodrillo (l’antipasto latino-americano trasformato in un carnivoro); ecc.

Così, grazie a una buona dose di divertimento e di originalità, e a una spruzzata di comicità, slapstick animation e citazionismo,  “Piovono polpette 2 – La rivincita degli avanzi” centra ancora una volta il bersaglio, conquistando il pubblico di ogni età, puntando proprio sulla fantasia, che consente ai registi Cody Cameron e Kris Pearn di sbizzarrirsi nel tratteggiare personaggi curiosi, affascinanti e nel tramutare il cibo in vere e proprie creature umane, che sono un tripudio di colori, di tenerezza e di simpatia. Per cui, siete avvisati: le risate sono assicurate, grazie a uno script carico di humour, di gag e di dialoghi davvero spiritosi. Un consiglio? Non alzatevi fino alla fine dei titoli di coda, perché i realizzatori, stavolta, volevano fare qualcosa di diverso in modo da esprimere anche sul finale lo spirito del film. Così, hanno trasformato la tradizionale sequenza dei credits in 2D, in un mix sapiente e brillante di animazione flash in 2D, animazione CG e stop-motion.